Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Il poker live non è nell’agenda di Aams, parola del numero uno Luigi Magistro

“Le mille nuove sale per il poker? Non ci saranno. Né una né mille. La legge le prevede fin dal 2009, ma mancano i regolamenti attuativi e poi ci sono una serie di problemi da risolvere. Non credo che ciò avverrà nel giro di pochi mesi e men che meno in tempo per il decreto Milleproroghe”. La più brutta notizia che il settore del poker live potesse ascoltare arriva direttamente da Luigi Magistro, direttore generale dei Monopoli di Stato, che, in un’intervista rilasciata ad Avvenire dice di voler mettere un freno al dilagare dell’azzardo patologico, causato anche dall’esistenza “di un segmento di illegalità ancora troppo esteso”.

Il danno della comunicazione è fatto. I detrattori del gioco legale che non comprendono che solo la via della regolamentazione di poker live e slot online avrebbe potuto mettere un vero freno al gioco patologico ora staranno cantando vittoria.

Magistro ha precisato che le slot online sono un solo gioco, un solo prodotto e non una miriade di offerte che rovineranno la gente. E i detrattori non sanno che le 1,000 sale da poker in Italia già ci sono ma non pagano tasse e accettano gioco senza controllo.

 

L’Avvenire però, insiste: si era parlato di un imminente bando di gara per assegnare le licenze a gestori del poker dal vivo. Quali sono vostri piani? ”Lo ribadisco: non è previsto nulla. Immaginare di poter offrire da un giorno all’altro un nuovo gioco, nel quale i concorrenti non si misurano con una macchina, ma tra di loro attorno ad un tavolo non è una cosa semplice. Si tratta di una situazione complicata da gestire. Bastano un paio di interrogativi: chi controllerà le giocate? Chi sorveglierà la regolarità delle partite? Fino a quando non saranno trovate risposte precise, non ci saranno sale per il “poker live”. E non credo che ciò, se mai avverrà, si potrà realizzare nel giro di pochi mesi”.

 

AAMS HA PARLATO CHIARO, NIENTE LIVE – Finora nessun esponente dei Monopoli di Stato aveva parlato così chiaro. Il gioco è ‘under the gun’ e questa reazione serve probabilmente a placare le polemiche anche se ne sorgeranno altre.

 

Inoltre l’affermazione del dg Aams “immaginare di offrire un gioco del genere da un giorno all’altro” è uno schiaffo alla sensibilità degli operatori del settore: in questi 40 mesi cosa è stato fatto quindi? Il nulla assoluto? Eppure delle soluzioni erano allo studio.

 

GIRO DI VITE SULL’ILLEGALITA’ – Tuttavia Magistro è stato anche diretto affermando che esiste “un segmento di illegalità ancora troppo esteso”. Altra bastonata in arrivo per il poker dal vivo? Significa che saranno intensificati i controlli e le repressioni? Di sicuro c’è solo una cosa: a rimetterci saranno come al solito i giocatori che praticano una disciplina sportiva, spesso sana e non patologica e che non possono farlo nell’alveo della legalità ma sono anzi esposti a denunce da parte dello stesso regolatore che ha scelto di non regolarizzare il settore.

 

IL POKER DAL VIVO RESTA IN FILA – E come avevamo analizzato ieri il poker live resta con il suo numerino della lista d’attesa in mano e senza poter godere dell’arrivo del suo turno. Per ora, per qualche mese, come dice Magistro, non se ne parla del bando di gara. E, come avevamo smentito con forza e previsto, non c’era nessun aiuto in nessun decreto. Nel momento peggiore del gioco c’è chi ha lanciato un sasso in uno stagno provocando un uragano dalla forza devastante. Amen.

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