Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Il punto sul poker live, dalla legge di Stabilità agli scenari futuri e futuribili

C’è grande confusione attorno al poker live. Conviene quindi dirimere alcuni punti il day after del voto alla legge di Stabilità e dello scioglimento ufficiale del Governo Monti. Andiamo per ordine, in maniera schematica visto che i continui interventi, specie dei politici, hanno mischiato le carte (è proprio il caso di dirlo) generando ancora più confusione denotando una notevole disinformazione dei nostri ‘rappresentanti’ in Parlamento.

  1. E’ stata approvata la legge di stabilità, ultimo provvedimento del Governo Monti.

  2. Nella legge di stabilità non c’era alcun provvedimento riguardante il poker live: la legge è stata già promulgata sia nel luglio del 2009 che dopo due anni esatti e prevede l’assegnazione di 1,000 concessioni per sale dal vivo tramite bando di gara pubblico;

  3. Nella discussione della legge di stabilità è stata prima proposta e poi abrogata da un subemendamento (Pichetto-Fratin) una ulteriore proroga del bando di gara a giugno 2013;

  4. Con il voto di fiducia si conferma la partenza del poker dal vivo entro gennaio 2013.

 

Questi i fatti nudi e crudi. Poi si è costruito un vero e proprio castello di polemiche e falsità demagogiche che solo in Italia poteva essere creato. La confusione generata dai media generalisti e dai politici che hanno cavalcato la stessa onda mediatica è enorme. Oltre a senatori (Emanuela Baio) che hanno confuso il poker live con quello online c’è stato anche chi ha sparato addosso alla legge che lo regola nonostante il partito che rappresenta (Raffaele Lauro Pdl) lo avesse confermato in due riprese, nel 2009 e nel 2011.

Bene ha fatto il relatore della legge di stabilità, Legnini del PD, a stigmatizzare questa improvvisa crociata contro il poker live quando sono 4 anni che si attende una legge fissata dal parlamento stesso e si gioca nei circoli da almeno il doppio degli anni (c’era già qualche pioniere tanti anni fa).

CHE SUCCEDE ORA? – Senza tornare sulle numerose polemiche e imprecisioni prodotte da chi ci rappresenta a livello nazionale, ora cosa succederà?

La palla passa ad Aams. La Ragioneria dello Stato ha detto (lo ha specificato e ricordato Azzollini del PD) che questi soldi sono iscritti nei mastrini del bilancio italiano. C’è quindi un’emergenza e una necessità contabile da espletare.

UN SETTORE DA REGOLARE PERCHE’ GIA’ ESISTE – Ma c’è anche un’emergenza sociale. I politici questo non lo hanno compreso. In Italia si gioca e alcuni tribunali e questure hanno giustamente dato il loro assenso proprio in assenza di una legge nazionale promessa da oltre 40 mesi. In Italia si gioca soprattutto un poker sano, sportivo, con buy in moderati e spesso addirittura più bassi di quelli che sono ipotizzati nella bozza di decreto ancora fermo nei cassetti del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ma si gioca anche a cifre spropositate. Giocano forse anche i minori. E i players non sono tutelati da nessuno se da un giorno all’altro un questore può svegliarsi e chiudere un circolo. Una denuncia per gioco d’azzardo, poi, non è una cosa semplice da rimuovere come dice qualcuno in giro. Ci vogliono mesi, forse anni, spese legali e stress e problemi connessi e annessi.

LE PERPLESSITA’ DI AAMS E MEF – Aams e due giorni fa il Ministero dell’Economia hanno però espresso grosse perplessità sull’effettiva possibilità di regolamentazione. Verrà aperta una valutazione anche se ora c’è da attendere la consultazione elettorale per capire il nuovo governo politico che indirizzo prenderà. Ma il termine di gennaio 2013 va rispettato. E’ possibile una ‘melina’ da parte di Aams e Mef ma come detto prima, l’ordine dei ragioniei e dei contabili è preciso: quei soldi ci servono.

GLI SCENARI FUTURI – La possibilità di abrogazione del settore ormai slitta al nuovo governo. Ma se dovesse essere scelta questa strada cosa succederebbe? Di fatto, in assenza di una legge alla quale il poker voleva uniformarsi, si potrebbe tornare a giocare? Lo scenario peggiore ma purtroppo prevedibilissimo, è che, una volta abrogata la legge, la politica si accorga della diffusione capillare del poker dal vivo. Cancellata la norma è possibile fare un passo indietro? Si ritornerebbe nel limbo di questi 4 anni? Ma possibile che nessuno legga la stampa di settore e nessuno dei nostri politici riesca a far trasmettere le vere problematiche al regolatore e faccia ragionare chi prende decisioni così scellerate? Questo sarebbe un vero gioco d’azzardo.

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