Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Il sottosegretario all’Economia, Polillo: ‘Poker live da regolamentare per contrastare l’illegalità’

“Il rilascio di 1,000 concessioni di sale da poker? La questione è ancora tema di approfondimento ma va in ogni caso considerato che il gioco del poker è oggetto di un’intensa attività illegale, pertanto un’eventuale regolamentazione potrebbe finalmente riportarla alla luce, sottoponendola al controllo statale”. E’ quanto ha dichiarato il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo in una lunga intervista rilasciata a Gioconews.it ed Agipronews.it alla vigilia della sua partecipazione al convegno organizzato a Roma domani da Business International sul tema ‘2012 betting and gambling in Europe’, parlando di poker live. Un punto di vista nuovo e inedito.Che i tempi siano ancora lunghi questo è sicuro ma la visione del sottosegretario del Governo Monti dal punto di vista dell’illegalità è un avvertimento importante ad una serie di attività che continuano ad operare sul territorio senza concessione Aams. Pratica resa possibile da alcune Questure e da un’impostazione anche di alcuni tribunali che hanno oggettivamente riscontrato un ritardo inaudito dello Stato sulla regolamentazione di un settore con importanti implicazioni di ordine pubblico e di controllo del gioco sul territorio nazionale.

Evidentemente per Polillo il lavoro fatto a livello di gaming online è da riproporre anche a livello terrestre: “La politica di regolamentazione dei giochi online, avviata nel 2007 in accordo con la Commissione Europea, è tuttora in corso – ha evidenziato Polillo – Si tratta di un settore complesso proprio per la sua natura transfrontaliera che rende difficile arginare i tentativi di accesso ai siti non autorizzati. L’esperienza del nostro paese, imitata da diverse altre giurisdizioni europee, dimostra che quando i cittadini hanno la possibilità di scegliere tra un prodotto sotto il controllo e la tutela dallo Stato, e uno illegale, si rivolgono al primo, a patto che sia competitivo e comparabile a quello illegale. Oggi stimiamo – ha aggiunto – che la grande maggioranza del gioco online si svolga proprio sui siti autorizzati dallo Stato e il modello di regolamentazione italiano rappresenta anche l’esempio di riferimento per il Libro Verde sul gioco d’azzardo online nel mercato interno della Commissione Europea”.

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