Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.
Eddy-Scharf

Il ‘suicidio’ di Scharf in Germania, un danno per tutti i poker players tedeschi e d’Europa

Eddy Scharf ha perso una battaglia decisiva col fisco tedesco per il problema annoso delle tassazioni sulle vincite nei tornei di poker e, in generale, per la regolamentazione dei professional players. Ma non solo: il giocatore tedesco, che in carriera ha vinto 1,3 milioni di dollari, rischia anche di creare un precedente pericolosissimo per tutti i giocatori, offrendo la mossa per lo ‘scacco matto’ del Fisco di tutti i paesi europei e internazionali che hanno già approcciato alle tasse sul poker.

Andiamo per ordine però. Eduard Scharf è un giocatore professionista tedesco che ha vinto centinaia di migliaia di euro in tornei di tutto il mondo, fino a 1,3 milioni di dollari e gioca a poker dagli anni ’90. Uno dei più longevi e anziani del circuito internazionale. Si è ritrovato a dover combattere una battaglia contro le autorità fiscali tedesche che esaminavano le sue vincite nel corso degli anni. E, ovviamente, gli è stato chiesto di regolare la sua posizione reddituale col Fisco tedesco.

Scharf si è difeso sostenendo che il poker è un gioco d’azzardo e, come tale, era esente da tasse in Germania per poi cadere nell’esternazione seguente: “Chiunque può vincere una partita di poker,” ha detto Scharf nella sua difesa.

Una dichiarazione che non è piaciuta affatto al Fisco tedesco che ha ribaltato la questione indicando come ‘entrate commerciali’, le sue vinciteEddy-Scharf al tavolo da poker. Scharf si è contraddetto nel momento in cui ha dichiarato di aver vinto quasi per caso mentre è considerato un professionista nel vero senso della parola visto che di poker ci vive e anche da molti anni. Inoltre il player aveva ottenuto un lavoro come commentatore e anche alcuni contratti pubblicitari, sempre frutto della sua attività al tavolo. Difficile, quindi, sostenere di aver vinto per caso dopo aver giocato per 81 volte nei casinò solo nel 2008 e ad aver partecipato a 19 eventi internazionali in 4 anni, compresi alcuni voli a Las Vegas.

Perché Scharf rischia di danneggiare tutti i players? Il player tedesco, pur essendo un professionista a tutti gli effetti, non può smontare la tesi per la quale il gioco del poker è d’abilità. In questo modo qualsiasi difesa di fronte a qualsiasi commissione fiscale e tributaria del mondo rischia di cadere. Se anche i professionisti non sostengono queste tesi, sarà difficile raggiungere l’unico obiettivo possibile e, cioè, rendere detraibili almeno le spese di viaggio, alloggio e buy in quando i rounders girano il mondo per giocare.

In Francia la tesi del Fisco vede tassabili i players che ottengono un guadagno continuo dal poker live e anche online. E questo nonostante i giocatori siano già tassati alla fonte. Ma siamo all’estremo.

L’Italia sembra aver fermato la sua indagine che, comunque, riguardava solo le vincite all’estero (il divieto di doppia imposizione almeno nei paesi Ue è ormai pacifico) e non analizzava, se non parzialmente, i casi singoli e dei veri professionisti.

Il caso di Scharf rischia di complicare le cose per alcuni players, specie in Germania. Era difficile per lui sfuggire a questo tipo di controlli ma forse era più assurdo che arrivasse a tradire la sua vita e la sua carriera affermando che, ‘chiunque può vincere una partita a poker’.

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