Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Il Tar chiude la via ‘amministrativa’ al poker live: ma il regolamento quando arriva?

Non sussistono i presupposti per la concessione della misura cautelare atteso che il provvedimento – nella parte in cui dispone la chiusura del locale – ha già avuto esecuzione, mentre per quanto in cui dispone la cessazione dell’attività di organizzazione e svolgimento di tornei di poker sportivo difettano in capo all’associazione ricorrente i requisiti di cui all’art. 24 c. 28 della L. 7/7/09 n. 88 (la legge comunitaria che ha conferito la riserva allo Stato della regolamentazione del poker live, ndr); Quindi il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Ter) respinge la suindicata domanda incidentale di sospensione”.

Avevamo detto che il ricorso in questione presentato dall’Associazione culturale Cotton Club di Roma avrebbe potuto aprire una breccia importante nel futuro del poker dal vivo. Stante il gelo del regolamento del settore, uno sblocco dal punto di vista amministrativo avrebbe creato un precedente incredibile. In effetti la chiusura del circolo più importante di Roma che all’epoca organizzava eventi da centinaia di iscritti, era stata incentrata proprio sulle questioni amministrative. “Cessazione dell’attivita’ illegittimamente intrapresa di organizzazione e svolgimento di tornei di poker texano (texas hold’em) – sospensione dell’autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande ai soli soci per giorni 20 (venti) con conseguente chiusura del locale – risarcimento danni”, il provvedimento della Questura di Roma.

Passato ormai il punto che il poker è un gioco di abilità e che entro certi limiti in alcune parti d’Italia si può ancora giocare, sembra difficile inquadrare certe situazioni a livello fiscale e amministrativo.

Il respingimento della domanda di sospensione del provvedimento è un colpo duro al settore e alla gente che vuole giocare. Tuttavia c’è una legge alla quale i Tar (qualcuno, però) si appella ancora. Sì perché non ci si può continuare ad appellare ad una normativa solo per chiudere aziende, locali, circoli e poi non far seguire una regolamentazione seria.

Ma, tant’è, e dobbiamo aspettare ora le decisioni di Alberto Giorgetti, sottosegretario all’Economia e alle Finanze con delega ai giochi per capire che fine faranno le indicazioni delle ultime decisioni del Governo Monti che aveva ribadito di far uscire questo benedetto regolamento entro gennaio 2013.

Il gioco, però, continua a subire attacchi durissimi. Ci vuole un lavoro di comunicazione e di politica sociale notevole per non sentire ancora esplodere i soliti giornali generalisti e gli amministratori locali che si troverebbero sotto casa delle sale da poker aperte da un momento all’altro. Senza sapere che con 30 euro si può giocare una notte intera sfruttando le proprie abilità e vincere soldi sapendo quanti se ne perdono quando ci sediamo al tavolo. Non è questa la definizione di skill che vorrebbero sentire tutti quando si parla di gioco? Mistero della fede. Non ci resta che ‘pregare’.

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