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Il tennis è lo sport con maggiori affinità con il poker: parola di Tomba, Cardalda e Rafa Nadal

Il tennis è lo sport con maggiori affinità con il poker. Ad affermarlo non è stata solo la vittoria di Nadal al torneo di  beneficenza tenutosi all’Ept di Praga ma anche Alberto Tomba, il coach di Rafa Alfonso Cardalda e lo stesso campionissimo spagnolo.
Pazienza, timing, capacità di variare le tecniche, di aggredire o di attendere l’avversario e quindi, in fondo, di resistere a lungo con una grande concentrazione, da soli come da soli si è al tavolo.
A partire con le analisi è lo stesso Alberto Tomba che sedeva al tavolo con Nadal e tanti altri campioni come Ronaldo e Shevchenko ad arricchire anche il confronto tra vari sport sullo stesso ‘campo’ di gioco: “Per Nadal forse è più facile giocare un torneo di poker visto che gioca match intensissimi per 4-5 ore mentre io quando scendevo per le piste di sci al massimo gareggiavo per 4-5 minuti”, ha dichiarato Albertone ai media durante l’Ept di Praga.
Il rimbalzo della pallina sul campo prima del servizio l’ha sostituito con i giochini con le chips. Per il resto non era vestito da sportivo o in pantaloncini o in tuta ma, seppur elegante, comunque a suo agio.
“Se dobbiamo confrontare il tennis e il poker è ovvio che ci sia un’analogia nel controllare le emozioni per tutto il tempo e nel rimanere concentrati. A mio parere, al netto della performance fisica, ci sono un sacco di somiglianze tra le due discipline, devi avere autocontrollo e aspettare il tuo momento. La fortuna conta in minima parte in questo gioco.
Complice un infortunio e un pò di pausa per ritornare grande, Nadal è stato fermo sette mesi per imparare a giocare meglio a poker durante il tanto tempo libero che aveva. Per onorare il contratto con PokerStars ha ingaggiato il tecnico Cardalda: “Ho capito subito che Rafa è un vincente perché è abituato a prendersi un sacco di rischi. Ma è un vincente perché sa quando prendere esattamente il rischio. Voleva subito correre e non imparare piano piano le strategie ma è molto intelligente in effetti”.
Punti deboli? “Non sa bluffare e il bluff è una componente importante del poker. Ma è anche vero che non si può essere bravi a poker solo essendo un ottimo bluffeur e questo è un altro vantaggio indiretto che può avere Nadal al tavolo”.
Secondo Cardalda il poker è stato molto utile per le sue partite di tennis. “Mi sono divertito a giocare dal vivo – ha confermato Nadal – ho capito molte cose e ho cambiato molto la percezione di questa disciplina. E’ un gioco in cui si può avere il controllo e dove la strategia gioca un ruolo importante così come quello di conoscere bene gli avversari”.
Nadal potrebbe presto giocare un altro torneo di poker ma prima c’è da preparare la stagione tennistica 2014. E lì si possono sfruttare tante strategie pokeristiche ma non si può bluffare. A Rafa, però, questo non importa.

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