Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Il Tribunale del Riesame di Brescia dissequestra un circolo di poker live

Il Tribunale del Riesame   ha annullato l’ordinanza del tribunale di Brescia che aveva disposto, lo scorso 27 novembre, un sequestro preventivo di un circolo dove si giocava a poker a soldi veri. Sotto il lucchetto erano finite carte, chips, locandine e anche 3,000 euro in possesso degli organizzatori che gestivano la partita a Montichiari. Un’associazione culturale di nome ‘Me la gioco’ che gestiva tornei di Hold’em con appena 8 persone al tavolo.

Il poker live è vietato in Italia dal 2009 ma, in assenza di un regolamento, si continua a giocare e sono sempre di più i giudici che danno il benestare nei territori di riferimento. Del resto un settore non può restare fermo anche se i giocatori poi rischiano di trovarsi in condizioni pressoché spiacevoli.

Quindi i giudici del Riesame hanno accolto l’istanza presentata dal presidente dell’associazione, in cui si contestava la natura del gioco d’azzardo del “poker sportivo” ribadendo che quello in corso era un torneo sportivo.
Il collegio ha ritenuto fondato il ricorso “non sussistendo il fumus di consumazione del reato”, accogliendo l’istanza di dissequestro.
Nel caso in questione, la quota di iscrizione (50 euro) per una trentina di iscritti (1500 euro complessivi), costituiva la posta in gioco per i partecipanti al torneo e non, invece, il montepremi d’azzardo.

Il tribunale ha confermato il caso e presto invierà la pronuncia ufficiale.

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