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Il Tribunale di Perugia assolve 4 organizzatori di tornei di poker live: non c’è regolamento, non sussiste il reato

Dopo 28 mesi vengono assolti e prosciolti in formula piena dalle accuse di aver organizzato tornei di poker dal vivo quattro perugini che si erano visti sequestrare il locale e tutto quello che c'era dentro il 18 settembre del 2010. In parole povere, prima di addentrarci nella memoria difensiva dei legali vincitori, non essendoci il regolamento d'attuazione della legge Comunitaria 88/2009 che riservava allo Stato la gestione del poker live la legge non ha effetto e non sussiste alcun reato in un vuoto normativo di questo tipo. Cosa sarebbe stato violato se manca la legge che dovrebbe disciplinare un gioco non d'azzardo e non disciplinato dal Legislatore?

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I FATTI – Eppure sui 4 perugini pendevano denunce penali molto gravi e a Perugia, dopo questi fatti, non aveva potuto giocare a poker più nessuno. Coinvolto in prima persona Gianluca 'Mondina' Tenerini, floorman e organizzatore molto noto tra gli addetti ai lavori del poker dal vivo italiano. Il Texas Café e il PlayMoon avevano fermato tutto.

Nella giornata di ieri arriva la pronuncia della giudice del Tribunale Penale di Perugia Annarita Cataldo che assolve con formula piena gli imputati e, automaticamente e fino all'uscita del regolamento Aams, organizzare tornei dal vivo nella zona interessata sarà lecito. Ora non resta che aspettare la sentenza che spiegherà il merito della decisione dell'appello di ieri e che arriverà entro 90 giorni.

LA MEMORIA DIFENSIVA – La richiesta dell'avvocato Silvia Terradura, che spiega i contenuti della memoria difensica a Gioconews.it, di non sussistenza dei fatti si poggia sull'ex articolo 129 del codice di procedura penale.

In effetti, secondo l'accusa che portò al sequestro del locale e di tutto il materiale e alla denuncia per gioco d'azzardo dei 4 imputati tra cui Gianluca 'Mondina' Tenerini, l'articolo 4, comma 1 della L.401/1989 sancisce la responsabilità penale di colui il quale "esercita abusivamente l'organizzazione del gioco del lotto o di scommesse o di concorsi pronostici che la legge riserva allo Stato o ad altro ente concessionario" ed "organizza, esercita e raccoglie a distanza, senza la prescritta concessione qualsiasi gioco istituito o disciplinato dall'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato" (come aggiunto dall'articolo 23 della legge 88/2009.

Secondo i legali del poker club perugino "si tratta di norma penale in bianco che avuto riguardo alle locuzioni abusivamente e concessione rimanda la disciplina puntuale del poker non a distanza (poker live) alla emanazione di un regolamento governativo che stabilisca, in particolare, le modalità di svolgimento del gioco rispettando le quali il poker stesso assume fisionomia di gioco lecito".

E' noto che con la legge 7 luglio 2009 numero 88, la famosa 'Comunitaria', il legislatore ha limitato i tornei live solo a quei soggetti titolari di concessione per l'esercizio e la raccolta di uno o più giochi, previa autorizzazione dell'Aams. Lo ribadirà l'articolo 24 al comma 27.

Tuttavia, ed è qui che la difesa affonda il colpo decisivo, "tale regolamento non risulta pubblicato dalle competenti autorità; di talché siamo in presenza di un vuoto normativo che impedisce l'integrazione dell'ipotesi delittuosa contestata al Tenerini". Insomma, cosa sarebbe stato violato se manca la legge che dovrebbe disciplinare un gioco non d'azzardo e non disciplinato dal Legislatore?

Gli stessi finanzieri ribadiscono questi concetti anche se, in 28 mesi in cui i club di Perugia sono stati chiusi, la legge non è arrivata.

LA CHIAVE DI VOLTA DELLA DIFESA – La difesa ribadisce che: "Ad oggi non esiste nel nostro ordinamento giuridico alcun regolamento governativo che disciplini le modalità di svolgimento dei tornei live rispettando le quali il Texas Hold'em assumerebbe la veste di gioco lecito. Pertanto la Comunitaria, senza regolamento, è priva d'effetto.

"Come si può pensare di ottenere l'autorizzazione per l'esercizio lecito del gioco quando manca la disciplina che indichi come ottenere tale autorizzazione nonché i criteri di svolgimento del gioco? Per questo, in subiecta materia, l'esercizio di tale attività non può dirsi abusivo agli effetti penali".

Su questo punto, prosegue l'avvocato Silvia Terradura, è intervenuta anche la Suprema Corte di Cassazione: "In un caso analogo a quello di Tenerini e degli altri imputati, i giudici hanno statuito che 'in relazione alla dedotta mancanza di concessione in favore di Double Up (la ragione sociale di un altro club sequestrato, ndr) da parte dell'Aams, va osservato che solo il poker sportivo online è stato disciplinato tramite una serie di normative ed emendamenti che classificano il poker quale skill game, e quindi gioco di abilità da esercitare solo su siti autorizzati dai Monopoli di Stato con precise restrizioni, ma la mancata regolamentazione del poker non a distanza non rende illecito il gioco".

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