Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

In Texas una legge per regolamentare il poker live ma vietare il gioco online

Singolare che lo stato che da il nome al gioco più popolare al mondo stia promuovendo una misura legislativa che tende a vietare il poker online e a promuovere invece quello dal vivo. Il ‘Texas Poker Gaming Act 2013’, è ancor più singolare se lo mettiamo in relazione con i fatti recenti che vedono l’Italia puntare dritto sul poker online mentre rimane in stallo la regolamentazione di quello dal vivo.

Il nuovo disegno di legge, introdotto e promosso nel mese di dicembre dal senatore di Stato Eddie Rodriguez, mira a disciplinare l’offerta live ma a porre un divieto fermo su altre forme di poker come quello online. Anche i tavoli da poker elettronici, calorosamente supportati in una misura precedente dello stato sembrano essere vietati e ormai finiti nel cestino della commissione legislativa che li aveva a suo tempo promossi.

La proposta di Rodriguez ‘definirebbe una nuova divisione di poker all’interno della Texas Lottery Commission, anche se il disegno di legge definisce il poker come un gioco di abilità e non certo una lotteria.

Il disegno di legge consentirebbe di offrire anche licenze per offrire il poker nelle strutture esistenti come sale scommesse, sale bingo e negli spazi tribali. Limitazioni sarebbero previste solo per le sale bingo che potrebbero offrire il poker solo durante il normale orario di funzionamento delle sale. 24 ore su 24 per le altre realtà, invece.

La misura favorirebbe il cash-game senza limiti di buy-in e rake al 10% con cap di $ 4. Da discutere il limite massimo di 100 dollari sui tournament visto che sarebbero esclusi tutti i maggiori circuiti. Forse qualche deroga per i grandi eventi potrebbe essere lasciata dal provvedimento anche per favorire l’arrivo dei top players nelle room statali.

Incluse anche le disposizioni che istituiscono il bad beat jackpot e altre promozioni che caratterizzano l’offerta statunitense di poker live.

Gli operatori sarebbero tassati col limite massimo del 18% dei ricavi lordi con una parte della tassazione da destinare alle popolazioni meno abbienti, senza tetto e con basso reddito dello Stato. Misure che anche in Italia erano state proposte ma che non hanno preso piede.

In Texas ci sono arrivati: le sale da poker illegali abbondano e lo stato non percepisce nulla da questo giro d’affari notevole. Lo stato ha solo una sala da poker legale al momento nei pressi del confine tra Messico e Texas.

Il disegno di legge del poker inizierà ad essere lavorato e valutato quando riprenderà l’attività legislativa in Texas tra qualche giorno dopo le festività natalizie. Tuttavia le sue prospettive sono incerte. Nonostante lo stato dia il nome al gioco più amato dai giocatori di mezzo mondo, rimane anche un bastione del movimento conservatore con forti posizioni anti-gioco d’azzardo, Molte proposte simili sono state sconfitte in passato e le previsioni sono tutt’altro che ottimistiche per questo nuovo tentativo.

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