Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Incertezza Spagna: i poker players tassati sulle vincite e sui cash out

Se c’era qualcuno che voleva provare a grindare sui siti di poker spagnoli di nuova generazione e di prossima apertura forse cambierà subito idea leggendo le regole che, si ipotizza, debbano colpire e martoriare i bankroll dei players iberici.

Si ipotizza, sì, perchè non c’è nulla di chiaro sugli obblighi fiscali cui i giocatori del ‘dot es’ dovranno ottemperare non appena partirà il gioco sulle piattaforme. Se le ipotesi che circolano, però, verranno confermate, si va incontro ad una tassa del 25% sui ricavi lordi della raccolta di gioco che gli operatori dovranno pagare. Inoltre, secondo le interpretazioni più comuni della normativa fiscale in vigore, le vincite dei giocatori sarebbero soggette a imposta sul reddito forfettario intorno al 24% e le perdite non possono essere dedotte dall’importo dovuto.

Insomma le perdite derivanti da tornei o cash game, non possono essere dedotte dai premi; un’interpretazione alternativa, invece, dice che i ritiri dai conti dei siti di poker online sono soggetti a tassazione e i depositi non possono essere scontati da queste tasse. In entrambi i casi, il risultato è del tutto impraticabile, esponendo anche i giocatori che perdono al rischio di pagare imposte enormi alla fine dell’anno.

La situazione fiscale torbida non è una novità. Con il lancio delle sale da poker regolamentate si pensava ad un chiarimento della questione.

I giocatori devono verificare con il loro numero d’identità nazionale per giocare, e gli operatori devono segnalare le vincite e le perdite dei singoli giocatori al Ministero spagnolo del Tesoro. Il nuovo sistema regolato consentirà al fisco spagnolo di far rispettare le leggi fino in fondo cosa che prima, senza dati ufficiali, era abbastanza complessa.

Tuttavia i giocatori sono arrabbiati con il sistema fiscale e stanno utilizzando i social media per tentare di guadagnare l’attenzione e cercare di cambiare qualcosa dello status quo anche se, come va ripetuto, non c’è nulla di chiaro. Basta utilizzare l’hashtag su Twitter # findelpoker(“end of poker”) e # tributacionjustaya (“equità fiscale, ora!”) per capire il grado di protesta dei giocatori spagnoli. Importanti siti spagnoli hanno consigliato ai loro lettori di giocare con cautela e, prima, comprendere i rischi potenziali.

Tutto questo rischia di far partire malissimo il poker online spagnolo anche se la Gambling Commission spagnola ( DGOJ ) ha riferito che in totale 53 aziende hanno ricevuto 277 licenze per offrire giochi online per soldi veri, di cui 27 licenze per il poker online. PokerStars.ES ha certamente dominato l’azione finora, ma è ancora presto per dire chi dominerà il mercato anche se la storia delle tasse può azzoppare subito e tagliare la raccolta.

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