Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Intervista a Cole South

 

Il 2010 è stato finora un grande anno per Cole South: il ventiduenne istruttore di Cardrunners e studente di economia a Georgetown è infatti sopra di tre milioni da gennaio. Il suo successo, dice, non è dovuto solo alla fortuna.”Certamente mi ha aiutato molto. Ho lavorato molto anche lontano dal tavolo, e fa piacere vedere che vengo ripagato”

“Ci sono alcuni avversari ai livelli più alti che sono talmente bravi che posso giocare qualsiasi gioco e rimanere i favoriti. Ho molto rispetto per questo tipo di approccio, ma credo che il duro lavoro fuori dal tavolo sia un importante fattore nei miei risultati. Prima e dopo ogni sessione mi studio le mani più grosse per capire se avrei potuto giocarle diversamente. Anche la selezione è importante: giocando solo contro avversari più forti si andrà per forza rotti, prima o poi. Detto ciò, è difficile migliorare come giocatore di poker se si sfida solo chi gioca peggio. Ad un certo punto si smette di migliorare. Ai limiti più alti ci sono solo pochi regular, e sono tutti fortissimi. Li rispetto immensamente, ma allo stesso tempo ci ho giocato contro in lunghe sessioni di heads up, e grazie ad esse sono diventato più forte.”

Nonostante tutto il tempo passato a giocare, studiare, ed analizzare il gioco, South ritiene che quello che ha passato lontano dal poker abbia lo stesso valore. “Mi piace davvero, il poker ma alla fine è solo un gioco di carte. Sono più felice quando la mia vita è equilibrata e con diversi interessi.” Senza altre mete per stemperare il poker si rischia di venirne logorati. “Al momento mi sto allenando per una maratona, e la sensazione che dà una bella corsa, dopo una sessione di gioco, è molto appagante. Viaggiare è un’altra delle mie passioni. Sono stato in tutti i continenti, eccetto l’Antartide. Ogni posto ha tantissimo da offrire e sono sempre affamato di nuovi luoghi.”

Ed alla fine, dice, inseguire le proprie passioni aiuta anche nel gioco. “Mi accorgo che quando sono felice al di fuori del poker, i miei risultati ne guadagnano. La vita sono le persone di cui ci circondiamo. Sono molto fortunato ad avere una ragazza che mi supporta tantissimo, ed un cane che ama divertirsi, a cui posso ritornare dopo le sessioni.”

Dopo una pausa di tre anni con la scuola, Cole ha recentemente ricominciato, e sta al momento finendo il suo primo anno. L’economia lo affascina – la descrive come “un’eterna partita di poker con molte più variabili”, ma non per questo si vede a trovarsi un tradizionale lavoro nel campo.

South ha ottenuto anche un buon risultato alle scorse WSOP, uscendo 162esimo al Main Event. I tornei gli piacciono, ma dentro rimane sempre un giocatore di cash: “amo la flessibilità, l’azione costante, e l’azzardo che solo il cash può dare.”

 

fonte: http://www.pokerlistings.com/due-south-cole-on-fire-in-2010-26789

 

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