Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Intervista a Hevad Khan – 2

Sembri suggerire che ci fossero degli aspetti molto negativi nella tua dedizione al gioco [starcraft ndt]. Puoi elaborare un po’ il concetto? Cosa diresti a chi ci gioca ora, e prende il gioco seriamente come lo prendevi tu?

HK: Ritengo di essere tra i più fortunati, perché non è sempre la storia di Cenerentola per quelli che giocano tanto come ho fatto io. Molti escono dall’esperienza con la sensazione di aver completamente perso il loro tempo.

Per gli attuali giocatori di Starcraft: giocateci solo se lo amate al 100%, e se siete perfettamente soddisfatti col modo in cui impiegate il vostro tempo, perché Starcraft è un gioco che richiede folli quantità folli di tempo. Ma dovete davvero essere onesti con voi stessi, e se non vi piace, trovatevi assolutamente qualcos’altro. Fate della vostra qualsiasi cosa per cui abbiate amore, e non vivete come gli altri vogliono che viviate.

LP: Beh, per la maggior parte delle persone Starcraft è solo un’attività divertente da fare tra le lezioni o gli impegni di lavoro. Ma tu devi al gioco più delle altre persone. Hai mantenuto molti amici dall’epoca in cui ci giocavi, ed è stato attraverso il gioco che sei stato introdotto al poker. Com’è successo?

HK: Ho iniziato col poker allo stesso tempo di Elky, Rekrul, ed alcuni altri. Avevo ricevuto molti soldi dai miei per la maturità, quindi ho cominciato subito con sit and go a buy in molto alto, che erano davvero fuori dalla mia portata all’epoca. Dopo un anno o due, e con l’aiuto di Rekrul, ho capito che non sarei riuscito a realizzare il mio sogno nel poker se non avessi seguito una disciplina nella gestione del bankroll.

LP: Sei molto veloce e preciso con il mouse, e pensi bene sotto pressione – due caratteristiche comuni tra il poker e starcraft. Questa domanda te la fanno ogni volta, e spero non ti sia stufato di risponderci. Puoi raccontarci della tua incredibile abilità nel multitabling e dei problemi che ti ha dato con Pokerstars?

HK: Giocavo sit da nove giocatori e $16 di buy in su stars, e ne giocavo otto o dieci alla volta. Presto il mio bankroll è cresciuto abbastanza da permettermi di sperimentare un po’ ed aggiungerne altri. Ne aggiungevo due o tre al giorno, in una sorta di sfida con me stesso per vedere a quanto riuscivo ad arrivare, continuando a giocare al meglio. Alla fine mi sono accorto che tale limite quasi non c’era, e l’ho vista come una possibilità di diventare il primo a “mega-multitablare” su stars. Un giorno mi sono detto, fanculo, ne ho caricati 24 e ce l’ho fatta facilmente…e ragazzi era folle davvero. La gente ha cominciato a scrivermi in chat, dicendomi che mi avrebbbero denunciato perché dovevo essere un robot – non potevano credere che riuscissi a giocare 24 sit and go contemporaneamente. Purtroppo Pokerstars ci ha creduto, e mi ha congelato l’account mentre dirimevano la questione. Io gli ho scritto dicendo che erano tutte c***ate, e che lo avrei dimostrato con un video. Mi hanno sbloccato il conto giusto per farmi fare il video, e quando l’hanno visto mi hanno subito amato. Non mi hanno più dato nessun problema, e questa è la storia. 

LP: Hai fatto la maggior parte dei tuoi soldi nei tornei – compresi questi sng – ma non sei mai stato conosciuto nel cash. Sei sempre stato solo un giocatore di tornei? Cos’è che ti piace di questi che non c’è nel cash?

HK: Ho sempre giocato tornei, dilettandomi un po’ col cash. Quello che mi piace dei tornei sono le costanti situazioni di all in, le decisioni che là vanno prese, e tutto l’azzardo e la fortuna che implicano. Nel cash si fa un rebuy e via, mentre in torneo un all in può essere una questione di vita o di morte. Mi piace la sensazione. Mi piace anche che un buon rush implica un grosso payout alla fine della giornata. Mi piace come si viene pagati tantissimo se si ha fortuna per cinque o sei ore.

LP: Chiaramante sei soddisfatto della tua scelta di studiare principalmente i tornei, dato il successo che ci hai avuto. Molti giocatori di cash sembrano però avere un certo disprezzo per i torneisti, come se fosse una forma inferiore di gioco, o se il cash fosse più difficile. Cosa pensi di questo atteggiamento, e da cosa credi derivi? Ritieni abbia del senso?

HK: Certo. Il cash richiederà sempre più tecnica e profondità di pensiero. Di solito in un tavolo cash si hanno stack abbastanza grossi per puntare ad ogni giro di puntate, ed ogni volta bisogna prendere decisioni importanti. Quindi, sì, c’è più profondità. Prima o poi voglio specializzarmi nel cash, ma per i prossimi uno o due anni mi dedicherò ai tornei.

Per quanto riguarda l’atteggiamento di cui dici, chi se ne frega. Forse è solo gelosia perché nei tornei si possono vincere tanti soldi in così poco tempo, forse la cosa disturba l’umiltà dei grinder di cash. Passano infinite ore solo per avere considerevoli guadagni mensili da mostrara al mondo, e va benissimo, ma col cash non si avrà mai la fama e la soddisfazione dei tornei.

LP: È stato online che ti sei qualificato per il Main Event delle WSOP 2007, e mi hanno detto che ti sei qualificato più volte. Quanti posti hai vinto? Come hai fatto? Cosa ne hai fatto di tutti gli altri?

HK: Ho vinto cinque posti per il ME delle WSOP 2007, di cui quattro in doppi shootout da $175 ed uno in un MTT da $33 con rebuy ed un posto garantito. Con i posti in più avevo talemente tanto tempo prima che iniziasse il ME, quindi ho deciso di tenerli nel mio bankroll e continuare a grindare. Quando sono arrivato a Las Vegas ho continuato a grindare sit and go dal vivo, vincendo circa $30k, quindi in pratica ho giocato tutte le WSOP come un freeroll.

LP: A quelle WSOP hai giocato dieci eventi, andando a fondo nel ME, dove in un field da 6.358 sei arrivato sesto per $956k. In dieci parole o meno, che effetto fa?

HK: Vorrei dire solo: Hai c***o troppo ragione, ce l’ho fatta, m***a.

LP: Sono una marea di soldi per uno giovane. Che intenzioni hai al riguardo?

HK: Voglio investirli, e continuerò a giocare nel circuito per i prossimi uno o due anni. Mi assicurerò di non sprecare questa opportunità, di continuare a crescere come gocatore ed a guadagnarci. Ho centrato il jackpot, siamo onesti. Si tratta di cifre davvero folli per un giocatore con lamia esperienza. Vivrò con la paura delle altalene degli high stakes, e non giocherò in situazioni nella quali so di non poter guadagnare.

Continuerò a giocare dove vinco, a usare bene i miei soldi, a rispettarli, e soprattutto ad apprezzare il momento.

Continua. Pezzo segnalato dall’utente Ominoretard. Fonte: http://www.liquidpoker.net/pokerarticle/340511/Interview_with_Hevad_Khan_(Part_One)

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