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Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Intervista a Ilari “Ziigmund” Sahamies

 

Phil Galfond ha appena lanciato un nuovo sito di informazione pokeristica, pokerstatic.com. Una delle prime video-interviste è quella ad Ilari “Ziigmund” Sahamies, di cui vi portiamo ora un res

oconto.

Poco prima dell’intervista ha chiuso una sessione di PLO online, perdendo contro Gus Hansen e vincendo contro Patrik Antonius. In totale è sotto, ma è contento perché ha vinto contro Patrik. Più volte si è ripromesso di non giocare contro di lui, che è di certo molto più bravo, ma “mi conoscete…” ogni volta ci ricasca. Gus è invece uno dei suoi avversari preferiti. “Lo rispetto come persona, ma non sono sicuro di rispettare il suo gioco”.

Altro avversario con cui gli piace giocare è Isildur1, che però richiede sempre almeno quattro tavoli, troppi per Ilari, che può gestirne al massimo due. Non ci giocherebbe, comunque, mai a No Limit Hold’em, nel quale sostiene di fare schifo.

“Faccio c***re a NL, ci butto via i soldi.” Potrebbe forse, ma non ne è sicuro, battere il NL1000 se ci si impegnasse seriamente. Il PLO invece è quello che ho sempre giocato, e so quasi sempre cosa fare in ogni situazione, diversamente dal NL. “Nel PLO è semplice, spingi dentro i soldi e vedi che succede”

Gli piace anche giocare contro Phil Ivey, benché sappia di perderci. Alla domanda su come mai Phil sia così bravo, dopo averci pensato un bel po’ risponde che se lo sapesse sarebbe migliore di lui.

Forse Phil studia più di quanto non si pensi. Lui invece non lo fa mai: pokertracker? In realtà non so nemmeno cosa c***o sia. Ristudiarsi le mani al computer, calcolare l’equity, l’EV…niente. “L’EV? Che c***o è?”. Solo una volta – “ok forse un po’ di più” – si è riguardato col replayer la mano appena giocata per vedere cosa aveva l’altro. Sa calcolare le odds, senza però che questo renda il suo gioco “matematico”.

Continuando coi commenti sugli altri regular dei nosebleeds – posto che comunque sono tutti gente simpatica: Tom Dwan è un genio, e non accetterebbe mai la sua sfida. I fratelli Dang – Hax e Di – sono ragazzi tosti, tosti e nit: “Se vanno all in significa sempre che hanno almeno…almeno middle set”.

Quando insulta gli avversari nella chat nei suoi celebri tilt non è mai serio né personale, “tranne forse a volte coi ragazzi di cardrunners”. A causa del tilt ha rotto qualche portatile, “ma è per divertimento, non è che sia arrabbiato davvero.”

Sul come è arrivato a giocaare a questi livelli non è troppo chiaro. Ha cominciato all’1/2 live, e nel primo o secondo anno ha fatto 100k€. Nel frattempo è andato rotto cinque volte. Gli high stakes online non sono diventati più difficili, diversamente dai livelli più bassi.

 

L’intervista si sposta poi su argomenti più frivoli.

Quest’anno non sa ancora se parteciperà alle WSOP, perché nello stesso periodo in Finlandia è periodo di grandi feste, è pieno di ragazze, “e le ragazze finlandesi sono facilissime.” L’anno scorso, però, in occasione delle serie ha giocato un po’ di cash alla bobby’s room del bellagio – perdendo contro Antonius un colossale piatto da 2,4 milioni e vincendone uno multiway da 1,7. Quando gioca dal vivo beve – “ovvio, che c***o di domanda è?” – ma non delira come nelle chat.

In Finlandia – per chiudere – esce spesso con Jasper Pääkkönen, il più famoso attore nazionale, una vera star che attira sempre tantissime ragazze – di cui Ziigmund si prende il bottom 5%. Anche Patrik Antonius è una celebrità.

 

 

fonte: http://www.pokerstatic.com/hot-seat/zigmund/

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