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Ipt Sanremo, muck o no? La mano di Righetti che fa discutere

Una mano di Alessandro Righetti, noto pro italiano, giocata al day1b dell’Italian Poker Tour di Sanremo Accumulator ha fatto molto discutere sui social network, molto più che al tavolo a quanto pare.

Tutto ruota sull’intenzione o meno del player di foldare una mano che lo stesso avrebbe vinto e sul concetto di muck che, tuttavia, il Tournament Director Associations indica con grande chiarezza nell’ultimo aggiornamento disponibile.
Ma andiamo a vedere cosa è successo dal racconto dello stesso Righetti, player sempre corretto al tavolo che ha accettato la decisione del floorman senza protestare in maniera eclatante ma poi, ripensandoci a freddo ha voluto ascoltare il parere di colleghi e addetti ai lavori.
LA MANO GIOCATA – La mano che avrebbe deciso un pot da circa 160mila chips è questa e la racconta lo stesso Righetti: “Apro da middle position 1600 chips su blinds 400/800. Giocano in 3, mp, bottone e small blind. Al flop scendono 8-2-5 con 2 carte a quadri. Fanno tutti check fino al bottone che esce di 3200 chips. Chiama lo small blind e io da mp faccio 8500. Gioca solo il bottone. Al turn esce una Q di cuori. Io faccio 12500 e chiama l’opponent. Al river un 8 ‘nero’ e io punto 23500 chips. Lui pensa tantissimo e alla fine chiama. Io penso di essere battuto e dico nice hand”.
A questo punto succede la classica situazione che genera confusione nell’assegnazione del piatto. Ecco la versione di Righetti: “Penso di essere battuto e allontano le carte che si fermano a metà strada tra me e il dealer ma non vengono comunque muckate dal dealer che sta per assegnare il pot. L’oppo gira le sue carte e mostra K7 di quadri. Allora io prendo le mie che sono bene in vista e non nel muck e giro Asso high”.
LA VERSIONE DI RIGHETTI – La mano, secondo la versione di Righetti e secondo le regole del TDA sarebbe chiara e da assegnare alla mano migliore. Ma cosa decide il floorman? “Hanno reputato fonamentale la mia intenzione di foldare e hanno assegnato il pot alla mano peggiore nonostante le carte fossero ancora visibili e riconoscibili”.
Righetti ammette di aver mostrato l’intenzione di foldare e questo deve aver avuto molto peso nell’interpretazione del floorman. Incomprensibile, in tutto questo, sembra essere il comportamento dell’avversario che ha mostrato inutilmente le sue carte, forse contento di aver vinto il pot con un call alquanto azzardato, ma senza sapere che il piatto avrebbe potuto perderlo. meglio assicurarsi che le carte dell’avversario abbiano toccato il muck prima di fare queste mosse. “Vorrei solo capire dove sta la verità e chi ha sbagliato perché, anche se la mano è finita, quel pot mi avrebbe portato molto in alto nel chip count”, conclude Righetti che è già al day1C al tavolo senza problemi.

 

In questo caso è bene tenere a mente l’articolo 14 del Tda che offre queste indicazioni:

TDA: CARTE VALIDE ALLO SHOWDOWN- Spingere le proprie carte al centro del tavolo non significa per forza che sia un fold, a meno che la room non indichi specificatamente che una mossa del genere è automaticamente un fold. In ogni caso, se le carte sono riconoscibili e non sono nel muck, allora la mano può non essere considerata morta. E’ chiaro che le carte sono esposte al rischio che il dealer le prenda e le getti nel muck.

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