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Isidoro Alampi, Figp: "L’immagine del poker sportivo oggi deve essere la priorità"

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“Fare convegni per ripetere le stesse cose che diciamo da quattro anni è ormai una abitudine stucchevole e fine a sé stessa. Lodevole l’intento, ma non è questo il modo in cui dovremmo affrontare la situazione per far passare una immagine diversa del poker, che è anche quella più vera”. A parlare Isidoro Alampi, presidente della FIGP (Federazione Italiana Gioco Poker), che prosegue la sua battaglia per il riconoscimento del poker come disciplina sportiva.

“L’immagine del poker sportivo, oggi, è la prima priorità che abbiamo. Dobbiamo uscire dall’alveo degli addetti ai lavori – ha spiegato ad Agicos nel corso di Enada Rimini – e rivolgerci all’opinione pubblica italiana, riuscendo a far capire la differenza che c’è tra gioco d’azzardo e lo sport. Dobbiamo riuscire a far percepire agli italiani che il poker a torneo è una disciplina sportiva a tutti gli effetti. Stiamo lottando da anni per trovare la strada di accesso al Coni ma ci troviamo a lottare contro i mulini a vento, perché qualsiasi istituzione non può non tenere conto dell’opinione pubblica”.

In questo senso i fatti di cronaca finiscono spesso per diventare il peggior nemico del poker. “Noi siamo stati sempre pronti a collaborare con le autorità per allontanare queste situazioni che nulla hanno a che fare con lo sport. Dobbiamo però far capire la differenza tra una bisca e il club dove si pratica tutto un altro tipo di gioco. L’ignoranza di un settore complesso, soprattutto negli organi di stampa generalisti, spinge a fare di tutta l’erba un fascio. È  nostro dovere invece – spiega Alampi – far conoscere quella che è la realtà del mondo del poker, impedendo che per sensazionalismo la stampa generalista possa diffondere una immagine sbagliata di questa disciplina. A partire da questo momento con la Federazione ci rivolgeremo ad una agenzie di stampa specializzata con l’obiettivo preciso di realizzare un nuovo progetto di informazione che si rivolga all’opinione pubblica per veicolare una immagine diversa di questa disciplina”.

I valori del poker sportivo sono radicalmente diversi dall’immagine di gioco d’azzardo cui viene spesso equiparato: “Il poker è il gioco per definizione. Nei nostri club che praticano il poker sportivo i valori sono quelli dell’aggregazione, dove le persone si incontrano per praticare un gioco che abbraccia a 360 gradi la sportività. Le componenti fondamentali vanno dalla preparazione fisica, considerato che i professionisti giocano anche per 12 ore al giorno, a quella psicologica, mentale, strategica e matematica. Il poker giocato a torneo ha in sé tutte le componenti dello sport. Sarebbe perfettamente equiparabile al bridge, che è una disciplina sportiva riconosciuta dal Coni e a livello internazionale. Il poker, a livello internazionale, ha intrapreso la stessa strada: l'International Mind Sports Association (IMSA), che riunisce le Federazioni degli ‘sport della mente’ nell’ambito del Comitato Internazionale Olimpico (CIO) ha riconosciuto ufficialmente nel 2010 il poker come disciplina associata, mettendolo alla pari con gli scacchi, il backgammon e il bridge.  C’è il riconoscimento internazionale, ma anche la legge italiana che ha riconosciuto che la nostra attività è a tutti gli effetti un gioco sportivo e non gioco d’azzardo: l’ultimo scoglio da abbattere, il più grande, è quello dell’opinione pubblica. Tutti i nostri sforzi – conclude Alampi – si concentrano ora sull’opinione pubblica. Perché fino a quando non riusciremo a far capire a tutti che cosa è il poker, continueremo a combattere contro i mulini a vento”. 

 

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