Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Joe Barton e i punti di forza del Poker Freedom Act Usa

Una conference call tra Joe Barton, il politico americano e repubblicano che si sta battendo molto per presentare il progetto di legge federale sulla regolamentazione del poker e del gioco online in Usa, e la Poker Players Alliance e i media di settore.

Ottimismo manco tanto velato da parte di Barton. Il repubblicano è convinto che i suoi colleghi vedranno i benefici della sua proposta di legge e spera in un loro sostegno. Insomma il Congresso non potrà continuare a lungo ad evitare il problema.
Tra l’altro alcune criticità come quelle riscontrate nei rapporti con me tribù indiane potrebbero essere superate. Mentre veniva redatto il Poker Freedom Act of 2013, il team di Barton ha lavorato a stretto contatto con i leader tribali rendendoli quindi compartecipi del progetto.
Cruciale anche il punto dell’eliminazione delle carte di credito come payment processing option. Barton ha paragonato l’assenza di questa moneta virtuale come il viaggio disincentivante che il player deve effettuare dai tavoli al bancomat quando perde tutti i soldi a poker live.
Misure precise anche verso i ‘bad-actor’ cioè quelle aziende che l’Usa vorrà escludere per comportamenti pregressi come nel caso dello scandalo del black friday.
L’HR2666 si concentra sul poker online ma non preclude l’apertura di altri giochi anche se, per Barton, c’è il rischio che i detrattori del gioco d’azzardo possano saltare fuori di nuovo.
Ci vorrà ancora tempo ma l’apertura del gioco in alcuni stati e i primi pareri positivi a livello centrale indicano nell’insistenza uno dei metodi migliori per cercare di sbloccare la situazione.

 

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