Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

La Francia blocca la strada alla liquidità europea sul poker online

Respinto l’emendamento alla legge del 2010 sul gambling online francese che voleva consentire l’apertura delle trattative per una liquidità condivisa con altri paesi sul poker e altri giochi che consentono lo sharing dei players per aumentare montepremi e appeal dei giochi stessi.

In un primo momento è stato chiamato in causa il regolatore Arjel, che proprio in questi giorni annunciava le sue dimissioni per accettare un incarico nel settore privato come managing di qualche azienda di alto livello, poi è stato ignorato.

 

I MOTIVI DELLA BOCCIATURA – La giustificazione della bocciatura dell’emendamento è in linea con quelle che la politica italiana sembra di tanto in tanto dare per lavarsene le mani ovviamente in nome dell’incompetenza: “Il declino del poker online non è un problema legislativo ma è semplicemente andato fuori moda. Sono contrario perché mi sembra di poter vedere un orco che diventa incontrollabile e che per continuare a crescere deve essere nutrito di liquidità maggiore e sempre di più”, ha detto il politico attivista e contrario al gioco Razzy Hammadi.
Anche Benoit Hamon ha sostenuto che altre difficoltà sarebbero potute arrivare dalla difficoltà di controllare le frodi e il riciclaggio di denaro.

LE PROTESTE DI ABAD – Ha protestato, invece, Damien Abad, che ha commentato: “Avete richiesto un parere tecnico ma l’avete ignorato anche se è stato assicurato che si può raggiungere un’apertura controllata e mantenere tavoli da poker regolamentati e sicuri in ogni caso. Ma la verità è che questo non si vuole e i giocatori continuano a rivolgersi alle reti illegali”.

 

LIQUIDITA’ INTERNAZIONALE ADDIO? – Inutile sottolineare che, a questo punto, la liquidità condivisa tra Italia (che proprio su Gioconews tramite Francesco Rodano, direttore del gioco online AdM aveva assicurato di essere prontissima), Francia e Spagna, diventa un miraggio. A questo punto la speranza di una ripresa grazie alla condivisione dei players va accantonata a meno che alla Francia non si sostituisca un altro paese e si proseguano i discorsi con la Spagna.

VILOTTE E IL SUO CAMPANELLO D’ALLARME – Anche le dimissioni di Vilotte sembrano un segnale chiaro e preciso nonostante lo scorso novembre l’Arjel aveva per l’ennesima volta spinto su questo tasto per cercare di rianimare il poker online francese. Ma se non si toccano almeno le aliquote alle stelle sulla GGR sarà davvero complesso rimettersi su binari solidi e sicuri per il futuro.

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