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La ghigliottina delle tasse fa cadere anche la testa della poker room Barriere

Manco fosse la rivoluzione francese ecco cadere un’altra poker room e di un brand fortissimo in Francia come il gruppo Barriere e che testimonia come gli amministratori francesi abbiano fatto un pessimo lavoro nello scimmiottare la regolamentazione italiana.

BARRIERE CHIUDE I BATTENTI – Ma cerchiamo di capire perché, il prossimo 30 settembre, Barriere Poker deciderà di chiudere i battenti: “Dopo 3 anni di attività decidiamo di porre fine alle operazioni commerciali a causa delle condizioni economiche e di un degrado totale del mercato francese di poker online”.
Gli ultimi dati rilasciati dall’Arjel, infatti, indicano un fortissimo calo nel secondo quarter dell’anno e le previsioni per i prossimi mesi non sono affatto rosee. Anche questi dati hanno preoccupato oltre modo il gruppo Barriere che ha quindi preso la decisione finale.
MA IN USA SI VOLA CON CAESARS – “Ringraziamo i nostri players per essere stati con noi in questa avventura che ci ha permesso di affermarci come un operatore tecnologico nel settore del gaming sia in Francia che all’estero”.
Assurdo, in effetti, che in Francia Barriee chiuda e si sia già lanciata nel mercato statunitense con la super partnership con Caesars Interactive.
Ora si apre la girandola dei rimborsi e dei cash out ma Arjel e Barriere hanno già garantito tutte le modalità di queste transazioni.
CADONO LE TESTE DELLE ROOM NOBILI – Riprendendo il tema della rivoluzione francese pare che ormai le room ‘nobili’ stiano cadendo sotto la ‘ghigliottina’ di un mercato strutturato male e gestito peggio. In Italia la crisi è facilmente palpabile ma non si è assistito a chiusure così fragorose. Almeno per il momento ovvio.
LE TASSE NON SCENDONO – Intanto gli operatori francesi rimasti sopravvivono con PokerStars e Winamax a farla sempre da padroni. Il regolatore francese ha sempre ripetuto che la riforma fiscale, anche in vesta di un futuribile ‘punto eu’, è dietro l’angolo. Ma non si è ancora capito quale angolo e soprattutto con quali tempo tutto questo sarà attuabile. Ma rivedere la tassazione è una necessità primaria.

 

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