Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

La Lega Nord scuote il Governo sul poker live: ‘Quando e come verrà regolamentato?’

“Quando ed in che modo il Governo intende intervenire per regolamentare i tornei non a distanza di poker sportivo, al fine di evitare la diffusione capillare di questo gioco nei club e nei circoli privati?”. E' Matteo Bragantini, deputato della Lega Nord Padania, a scrivere al Ministro dell'Economia e delle Finanze Saccomanni con un'interrogazione alla Camera dei Deputati per conoscere le intenzioni del nuovo Governo Pd-Pdl, sul destino del poker dal vivo. C'è poco da argomentare, in effetti. Bragantini elenca le lunghe premesse in cui ripercorre un po' tutta la storia del poker dal vivo dal 2009 ad oggi ma, in sostanza, esprime il pensiero di molti players, appassionati e addetti ai lavori. 

Tuttavia, per dovere di completezza, Bragantini forse avrebbe dovuto aggiungere: il Governo intende regolamentare i tornei di poker live? Insomma, l'importante è che si prenda una decisione.

La sensazione è che, come scritto su queste pagine dall'avvocato Giulio Coraggio, il Governo cercherà di spremere qualcosa dal mondo dei giochi. Ma, come dice sempre il legale, essendo contabilizzati dei soldi in bilancio da ormai un anno che sarebbero dovuti arrivare dai proventi del rilascio delle concessioni di poker dal vivo, non avrebbe senso estrarre valori da altri giochi ma senz'altro, regolamentare un gioco che già prolifera in Italia e che rappresenta, in alcuni casi, anche un fenomeno pericoloso a livello sociale.

Ecco tutto il riassunto della storia del live e delle sentenze più significative inserito nelle premesse dell'interrogazione del deputato della Lega: “Al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che: la legge 7 luglio 2009, n. 88 – legge comunitaria 2008 – nell’ambito delle disposizioni riguardanti l’esercizio e la raccolta dei giochi a distanza, stabilisce, al comma 27 dell’articolo 24, che con regolamento del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi di concerto con il Ministro dell’interno, vengono disciplinati i tornei non a distanza di poker sportivo; tale regolamento non è stato ad oggi adottato e il 13 gennaio 2011 il TAR regionale della Puglia ha bloccato l’ordinanza di sospensione dell’attività emessa dalla questura di Lecce nei confronti di un

club locale, affermando che è proprio l’assenza di tale regolamento che consente l’organizzazione dei tornei di poker sportivo, a condizione che siano rispettate le direttive espresse dal Consiglio di Stato con il parere n. 3237 del 2008; il Consiglio di Stato, nel citato parere, richiama l’articolo 721 del codice penale che stabilisce che è gioco d’azzardo quello nel quale ricorre il fine di lucro e la vincita o la perdita è interamente o quasi interamente aleatoria e afferma che il gioco del poker sportivo non è considerato gioco d’azzardo a condizione che la quota di iscrizione non superi i 30 euro, che non vengano distribuiti premi in denaro, che il giocatore non possa rientrare dopo aver esaurito la dotazione iniziale di fiche e che l’organizzatore del torneo non svolga nella medesima serata e nella stessa località più di un torneo;

il TAR regionale della Puglia ha disposto con la medesima pronuncia che la questura effettui il riesame del proprio provvedimento ed ha fissato l’udienza di merito per il mese di aprile 2011; conseguenza della decisione del TAR pugliese sarà la liceità dei tornei di poker nei circoli e nei club, ad avviso dell’interrogante vanificando, in parte, l’azione del Governo e delle forze sociali tesa, da un lato, a diffondere la cultura del « gioco responsabile », al fine di portare a conoscenza di tutti gli effetti devastanti della dipendenza da gioco e, dall’altro, a perseguire tutte le forme di gioco illegale; la sentenza del T.A.R. Puglia-Lecce, sezione I, 25 maggio 2011, n. 968, ha annullato la nota emessa dalla questura di Taranto il 4 ottobre 2010 con la quale si dichiarava che i tornei dal vivo di « Texas Hold’em poker » sono da considerarsi illegali”.

 

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