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La Poker Players Alliance e l’incontro con il DoJ Usa: rimborsi Full Tilt lontani come l’Italia

Nessun progresso significativo è stato effettuato dal b per il rimborso dei giocatori americani dei soldi trattenuti dal 15 aprile 2011 sui conti gioco di Full Tilt Poker. Non è stato nominato il processore di pagamento e non è ancora chiaro se i giocatori verranno rimborsati al 100%. Noi abbiamo sostenuto e difeso ancora una volta le posizioni dei giocatori di poker”.

John Pappas, direttore esecutivo, della Poker Players Alliance, ieri ha incontrato i funzionari dell’U.S. Department of Justice (DoJ), della sezione Asset Forfeiture and Money Laundering, cioè quella che si occupa di rimediare e rimborsare i cittadini americani truffati da riciclaggio di denaro. Un po’ di delusione generale per un incontro che, pur non dovendo per forza risolvere tutto come il tocco di una bacchetta magica, doveva almeno servire ad accertare tempistiche di fasi e passaggi per garantire questi benedetti soldi in tasca agli ex players di Full Tilt.

Tuttavia Pappas ha appreso ieri che il DOJ deve ancora scegliere ancora un processore di pagamento per gestire il processo di remissione dei soldi. “Questa non è certamente una buona notizia per i giocatori di poker ancora in attesa dei loro soldi”, ha commentato Pappas nel comunicato stampa apparso sul sito della PPA.

C’era un termine fissato al 31 agosto per decidere almeno il metodo per rimborsare i players tramite una società selezionata dal DoJ ma non è stato fissato neanche quello.

Secondo Pappas “la restituzione dei soldi ai giocatori è ancora molto lontana e abbiamo ribadito che i giocatori devono essere rimborsati al 100% dei loro saldi e che i punti premio sono da considerarsi attività monetarie pure. Tuttavia, nessuna decisione su queste materie sono state prese dal Dipartimento di Giustizia ed è questo quello che preoccupa di più per il possibile allungarsi dei tempi. Così come non è ancora chiaro quali informazioni verranno richieste dal DOJ per autenticare e verificare un conto gioco”.

Il team legale della PPA è al lavoro e vorrebbe fornire il massimo appoggio alle autorità Usa. Tuttavia senza nessuna decisione alla base qualsiasi sforzo adesso è pressoché inutile.

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