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La rakeback bassa di Full Tilt Poker: una scelta aziendale precisa di PokerStars

Full Tilt non offrirà più del 35% di rakeback e già da questa settimana, prima del lancio effettivo del 6 novembre, si partirà con i primi tavoli play money. Sono le ennesime notizie che al mercato italiano poco interessano visto che la Red Room non riaprirà, almeno per ora, in molti paesi europei, specie quelli regolamentati e dove PokerStars è già leader del mercato.  Però la vicenda va seguita a distanza per capire comunque gli sviluppi futuri del mercato.

Già dalla decisione di non alzare molto l’asticella della rakeback significa che PokerStars vuole conquistare la leadership del mercato grazie Ftp (con la speranza che tutti rimangano a giocare invece di fare cash out) ma continuando a tenere la room principale sul gradino più alto senza differenziare troppo le attività. Un’offerta ancora più completa ma senza snaturare le politiche che hanno comunque portato Stars alla leadership in vari mercati internazionali.

Bizzarra, comunque, la scelta sulla rakeback. Anche se non si vuole competere con PokerStars che offre percentuali ben più alte per i players migliori, tantissime room, su volere dei giocatori, partono dal 35% in su e arrivano ad offrire anche oltre il 50%.

Ormai i maggiori grinders si sono trasferiti su PokerStars dot com, però. Una scelta del genere potrebbe bloccare i migliori players sulla room dalla picca rossa senza spezzettare nuovamente il mercato. Certo che poi ingaggiare Isildur1 e Durrrr, oltre che Hansen, e sperare che arrivino players high stakes a queste percentuali a giocarsi pot da oltre 200,000 dollari è assurdo. La scelta, vista da questa angolazione, è ancora più bizzarra anche se qualcosa potrebbe sempre cambiare in corsa e per players di questo tipo i tappeti rossi sono sempre pronti.

Intanto i giocatori quindi potranno accedere al nuovo client per testare le nuove funzionalità della poker room in attesa del prossimo 6 novembre. Anche i giocatori degli Stati Uniti potranno accedere ai tavoli, ma rimane il fatto che per riavere indietro i propri soldi dovranno passare per il Dipartimento di Giustizia (DOJ).

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