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Là  sui fiordi con Annette

Annette Obrestad - Montecarlo Cari utenti,

per una volta mettiamo da parte strategie, odds, outs e bad beat. Non parliamo di carte, non parliamo, di fiches e nemmeno del profumo inebriante che una sala da poker può provocare al nostro animo di giocatori. Oggi poniamo la nostra attenzione sulla coerenza di pensiero. Annette Obrestad ha centrato un altro fantastico risultato: il secondo posto all’EPT di Dublino. Dopo la straordinaria vittoria alle WSOPE, ecco il ( quasi ) bis. Per chi la conosceva da tempo, e noi ci inseriamo immodestamente in questo gruppo, le incredibili prestazioni Live della norvegese non rappresentano una sorpresa di così ampia portata. Certo, vincere le WSOPE, visto anche il ‘Parterre de Roi’ presente, è stato un qualcosa di straordinario, ma sotto sotto, era solo questione di tempo. La regina degli on line tournaments non poteva non essere protagonista anche live. Facciamo però un passo indietro, a quando circolavano le prime leggende su Annette_15 ( dove 15, a giudizio di chi scrive, è il numero di braccialetti che Annette vincerà in carriera ): ragazzina terribile al tavolo, gioca solo tornei e sit, zero cash, e a meno di vent’anni aveva già superato quota 800 mila dollari di vincite. San Tommaso diceva ‘se non vedo… non tocco… io non credo’. La frase apostolica è diventata il motto dei pokeristi italiani. Traduciamola: ‘Se vinci on line… e non vinci live… non sei sto granchè perché on line avrai sicuramente un superaccount’. Quando la Obrestad vinceva on line, in Italia, superata la fase del ‘ma chi l’ha mai sentita?’, si tendeva a giustificare le vittorie della norvegese con particolari ‘sculate’ o con teorie astruse su come lei vedesse le carte o sapesse le carte degli avversari. Nulla di più patetico visto che avrebbe dovuto avere almeno 4 superaccount, uno per pokerroom. Come al solito si è persa un’ottima occasione per star zitti. Chi invece aveva scommesso sul talento di Annette se ne stava zitto zitto pensando ‘aspettate che compia 21 anni e poi scoprirete l’amara realtà’: nessun privilegio su internet, solo una giocatrice eccelsa. Sapete, quando ‘scopri’ qualcuno con largo anticipo e questo qualcuno poi si afferma, ti senti un talent scout e gioisci per i suoi successi in una maniera particolare, che gli altri non possono provare. Il problema però è che la ragazzina, dopo i suoi successi live è ancora oggetto di ‘dubbi pokeristici’ da parte di una fetta del poker nostrano. Ma come? Ha vinto online ( anche se per voi è niente), ora ha vinto pure live e non va ancora bene?? Che volete ancora? Che sappia fare la casalinga?? Riflettete ogni tanto sulla coerenza che anima il giocatore italiano: se Mister X ( non facciamo nomi così non se la prende nessuno ) arriva al tavolo finale di un grosso torneo online è per bravura, se ci arriva uno scandinavo è per chissà quale procedimento di hacking. Se Mister X vince un torneo grosso on line e vince pure il Main Event di Campione ( o uno a caso tra quelli italiani ), oltre ad essere il nuovo Dio del Poker dovrebbe pure essere sponsorizzato a vita da almeno 8 pokerroom. Scusate tanto, ma ci voleva un braccialetto per poter affermare che Dario Alioto è uno tra i più forti giocatori al mondo di Omaha? Evidentemente no, ma se si fosse chiamato Aliotonen, quasi sicuramente si. Se un italiano vince AQ vs AK trovando una Q al river, ciò si spiega con ‘una giustizia per tutte le bad beat che quel giocatore avrà sicuramente preso nella sua vita’. Se accade il contrario ‘riverstarts, made for tv, al solito il software favorisce bla bla bla’. La coerenza di giudizio è una cosa importante tanto quanto le carte e le fiches che abbiamo davanti. Chi scrive non vuole dirvi che dovete giudicare Annette il fenomeno del secolo, ma vuole dirvi che il giudizio è libero e rispettabile se suffragato da spiegazioni valide. Ponetevi questo quesito: se Annette si fosse chiamata Anna Oberi ( Livigno, Italy ), che tipo di trattamento avrebbe ricevuto dai forummisti italiani dopo aver vinto le WSOPE e dopo un secondo posto all’EPT di Dublino??

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