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L’avvocato Cristaldi: ‘Vincite di poker e casinò all’estero in attesa del secondo grado e quindi dell’Ue’

“Sarà molto difficile che il secondo grado di giudizio ribalti la vittoria riportata in prima istanza ma è meglio rimanere prudenti. E l’Europa ha dichiarato come ‘ricevibile’ (ma non l’ha ancora discusso, ndr) il ricorso che abbiamo presentato parallelamente per difendere le istanze di un poker player italiano. Se ci sono ottime possibilità per le tassazioni delle vincite dei giocatori italiani nei casinò esteri? Ci vorranno ancora alcuni mesi ma la strada imboccata può offrire spiragli molto positivi”.

Vincite di poker all’estero: l’Ue accoglie un ricorso italiano ma aspetta la commissione tributaria di Trieste

Sebastiano Cristaldi, dello studio legale omonimo di Trieste, confessa a Gioconews.it le sue aspettative sullo sviluppo del caso giuridico che ha già fatto storia difendendo la vincita di circa 750,000 euro di un cittadino italiano in un casinò sloveno ed evitando, almeno per il momento, che la somma in questione venga tassata due volte da due stati membri dell’Ue diversi.

Come scritto ieri sempre su queste pagine il ricorso sul megajackpot vinto a Nova Gorica è stato accolto in primo grado dalla commissione tributaria provinciale di Gorizia e ora passa alla sezione regionale di Trieste.

Come procedono i lavori? “Non è ancora fissata l’udienza per la discussione del secondo grado del ricorso che dovrà però avvenire entro la corte-di-giustizia-europea-595x360prima metà del 2013 – spiega l’avvocato Cristaldi – tuttavia il ricorso fondato sulla violazione dei basilari principi del diritto comunitario consolidato (libera circolazione di beni, persone, merci e servizi oltre che di discriminazione tra cittadini e legislazioni, ndr) e sul precedente Lindman, caso finlandese già accolto in Europa, sembra avere solide basi sulle quali muoversi”.

Percorso ancora lungo anche se c’è chi aspetta con impazienza: “A dicembre abbiamo depositato un ricorso alla Corte di Giustizia Europea che ne ha riconosciuto la validità. Tuttavia per la discussione l’Europa ha comunicato di voler attendere la pronuncia della commissione tributaria di Trieste, i giudici nazionali insomma. Vogliono capire quale sarà l’interpretazione di quella corte poi prenderanno la loro decisione. Solo successivamente potremmo capire i reali sviluppi della vicenda giuridica”, prosegue Cristaldi.

Insomma l’Europa ci osserva e non solo la Cge e i suoi giudici: “In primo grado sulla scorta del caso Lindman (un analogo caso di una cittadina finlandese che si è vista convalidare un ricorso dalla Cge per il divieto di doppia imposizione sul territorio svedese e finlandese appunto, ndr) la commissione di Gorizia ha riconosciuto il parere dei giudici del Lussemburgo per i quali ‘..l ‘art. 49 del trattato CE si oppone alla normativa di uno Stato membro secondo cui le vincite provenienti da giochi d ‘azzardo organizzati in altri Stati membri sono considerate come un reddito del vincitore assoggettabile ad imposta sul reddito, mentre le vincite provenienti da giochi d’azzardo organizzati nello Stato membro di cui trattasi non sono imponibili’. Insomma – prosegue Cristaldi – contravvenire a queste evidenze sarebbe rischioso per l’Italia e potrebbe creare situazioni spiacevoli tra i due ordinamenti. La questione, oltre che dai giudici Ue che hanno dichiarato ricevibile il nostro ricorso presentato in dicembre direttamente in Europa, è ovviamente di interesse per tantissimi paesi membri”, conclude Cristaldi.

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