Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

L’avvocato Lavery: ‘L’abilità nel poker? Una scusa per far spendere soldi ai players"

“L’argomentazione che il poker sia un gioco di abilità è stata tirata fuori sempre ad arte dalle società di gioco online per liberalizzare i mercati e ingannare i consumatori convincendoli a depositare i soldi sui proprio conti”. E’ la posizione durissima di un avvocato di Chicago che ci occupa di legge sui giochi d’azzardo, Mark Lavery.

Secondo il legale la decisione dell Corte d’Appello di New York che ha ribaltato in questi giorni la decisione del giudice distrettuale di Brooklyn sul caso DiCristina, “dimostra una volta per tutte che il poker non è abilità ma un gioco d’azzardop. E questa decisione toglie ogni scappatoia per il gambling online come il poker o gli emergenti Daily Fantasy Sport”.
Dura la posizione di Lavery per questo caso ma il legale ci tiene a distinguere bene gli argomentio: “Tuttavia questo ruling non avrà influenza e impatto sull’Internet Poker Freedom Act che cercherà di legalizzare un gioco d’azzardo che continua ad essere vietato in tutti gli stati”.
Proprio in merito a questo tema il direttore esecutivo della Poker Players Alliance, John Pappas, ha affermato che “la decisione della Corte è senza dubbio negativa ma non fa che aumentare la crescente richiesta di chiarezza sulla definizione federale del gioco d’azzardo”.
E va ribadita la lettura fatta a caldo: la Corte d’Appello newyorchese non ha espressamente definito il poker come gioco d’azzardo. Ha semplicemente annullato i dubbi che il giudice di Brooklin aveva sulla legge che vieta l’organizzazione dei giochi d’azzardo in luoghi privati o pubblici.

 

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