Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Le Iene, Pelazza e le bische: dall’altra parte del muro

Le Iene e il servizio tanto contestato non hanno generato solo cori di proteste. Per completezza di informazione ci sono anche altre analisi da fare. Paolo Mattioni segue il poker già da diverso tempo, vive all'estero e collabora con un importante casinò molto conosciuto dagli italiani. Ecco il suo sguardo 'da fuori', dall'altra parte del muro. "L'argomento del momento sulle bacheche di Facebook di tutti gli appassionati di Texas Hold'em italiani è indubbiamente il servizio delle Iene della scorsa settimana; tale reportage, come spesso accade in queste situazioni, è stato "calcato" e spettacolarizzato mettendo sotto cattiva luce l'attività di un circolo di Olbia, avvicinandola a quella di una bisca clandestina. 

La "Iena" Pelazza risponde ai poker players citando il codice penale: le reazioni e gli errori 

 

Davide Nughes, un giocatore sardo con discreti risultati live e presente al momento delle riprese, ha sbugiardato il montaggio del servizio mettendo in luce le volute esagerazioni cercate dalla iena Luigi Pelazza. La stessa bacheca del giornalista mediaset è stata inondata dalle repliche stizzite dei tanti appassionati di poker sportivo.

Ciò che purtroppo si continua a volere ignorare è il vero problema alla base di tutta la questione: in Italia il poker live è vietato. Punto. L'annosa attesa dell'agognato regolamento impedisce de iure (ed in teoria) anche de facto lo svolgimento di qualsivoglia attività legata al Texas Holdem; de facto invece si gioca in quasi tutta la penisola. Quello che è incomprensibile è l'atteggiamento buonista nei confronti di un'attività illecita almeno fintanto che non sarà normata. Si leggono repliche di giocatori che dicono che un torneo da 30 euro non manda sul lastrico nessuno. Ok, ma la bacheca di ogni appassionato di poker è continuamente spammata da proposte di tornei dal buyin anche più elevato dei famosi 30 euro. Solo una decina di giorni fa a Roma si è celebrato un torneo da 150 euro e 200.000 euro di montepremi garantito (!), cosa che difficilmente si vede addirittura in un casinò! Senza contare che vicino alle proposte di questi tornei spesso si leggono inviti per tavoli di cash game con i livelli di spesa più disparati. Ma il popolo di Facebook sembra voler dimenticarsi di queste cose. Inoltre il succitato Nughes ha candidamente confessato in una successiva intervista per un sito web che nel circolo di Olbia si giocava anche a cash game. E tralasciamo ogni discorso su lavoratori in nero o su attività comunque commerciali nascoste dietro la sigla ASD (Associazione Sportiva Dilettantistica) e relative agevolazioni: anche di questo sembra che in molti non se ne vogliano ricordare.

E' condivisibile la rabbia per la mancanza di volontà a normare un settore che comunque ha indubbie potenzialità sia del punto di vista economico che occupazionale, ma è da condannare ogni tentativo di auto-regolamentazione; solo perchè si ritiene di non fare nulla di male non è che si può aprire un circolo e organizzare un torneo di Texas Holdem nella speranza o convinzione che tanto non succede niente. Altrettanto assurdo è il fatto che in alcune province si possa giocare e in altre il Questore o le istituzioni del caso facciano rispettare la legge. Assurdo ancorchè tipico italiano.

Tutti i circoli di poker sportivo in Italia dovrebbero essere chiusi; forse solo così la rabbia dei molti appassionati potrebbe venire indirizzata verso i politici per portare ad una rapida soluzione della situazione normativa e non verso un servizio scandalistico di dubbio gusto. Quando si indica la luna non ci si dovrebbe fermare a guardare il dito.

 

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