Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

L’Europa ribadisce: ‘No a limitazioni nazionali sul poker online’

 Le dichiarazioni coraggiose e decise del nuovo direttore generale del DgoJ di Spagna sulla liquidità comune nel poker online tra paesi membri o, addirittura, con la pool del dot com sembrano fare il paio con l’ennesimo parere della Corte di Giustizia Europea. Parere che ha ribadito ancora una volta il principio per il quale gli Stati membri non possono limitare il mercato del gioco nazionale per tutelare gli interessi commerciali di operatori storici o per altre ragioni economiche.


Le leggi nazionali che vietano il gioco transfrontaliero, quindi, violano il diritto comunitario.

PUNTO EU O PUNTO COM O PUNTO E A CAPO? – Porte spalancate alla liquidità unica europea, ad un framework ‘dot eu’ oppure un ritorno al ‘dot com’? Piano con i pensieri e con le parole, ovvio.

Tuttavia players stessi preferirebbero un ambiente più aperto ma allo stesso tempo ristretto e tutelato da leggi nazionali e quindi transfrontaliere. Il ‘punto eu’ piace ed è ormai diventato di dominio comune.

CASO BIASCI – A ribadire questi concetti è la pronuncia della Corte sul caso ‘Biasci (C-660/11ea) dove i giudici hanno concluso come il diritto nazionale che preclude attività di gioco favorendo l’operato di società storiche è contro il diritto comunitario.

Ma più in generale: “Una normativa nazionale che di fatto esclude ogni attività transfrontaliera nel settore del gioco, a prescindere dalla forma in cui tale attività è svolta [ … ] è in contrasto con gli articoli 43 CE e 49 CE”.

Spinte più oltre queste considerazioni sembrano legittimare ulteriormente l’operato delle room dot com sul mercato italiano. La licenza, in effetti, se criticata dagli operatori non deve essere per forza essere richiesta.

L’EGBA E LE LINEE ROSSE – Maarten Haijer, Segretario Generale dell’Egba, ha commentato la sentenza della Corte Ue: “Accogliamo la chiara conclusione della Corte secondo cui gli Stati membri non possono impedire attività di gioco transfrontaliere nell’Ue. Si confermano così quelle ‘linee rosse’ regolatorie della Corte di giustizia che gli Stati membri non sono autorizzati ad oltrepassare. È giunto il momento per la Commissione faccia rispettare quelle linee rosse nel diritto nazionale degli Stati membri – se necessario, attraverso una procedura di infrazione”.

 

CHE L’EUROPA ORA SI METTA AL CENTRO – Insomma i presupposti sembrano esserci tutti. Il mercato del poker online scende e comunque si avvia verso la fase di maturità (non è detto che si debba per forza parlare di crisi forse più di assestamento e riorganizzazione), gli operatori e i players vedono nella liquidità internazionale una delle possibili soluzioni e l’Europa appoggia di diritto questo sviluppo.

Rimane un punto da chiarire: l’Ue non è la prima volta che ribadisce con forza questi concetti. Tuttavia molti addetti ai lavori criticarono la stessa Europa di essere “un cane da guardia che abbaia tanto ma non morde mai”. A buon intenditor poche parole. Ma per estrema chiarezza: perché non è l’Ue a prendere in mano la patata bollente del gioco online costruendo delle linee guida e un framework comune per tutti gli Stati?

Cbet

Continuationbet nasce nel 2007 con lo scopo di offrire ai propri utenti gli strumenti necessari per migliorare le priprie abilità nel gioco del poker online e fornire promozioni e bonus esclusivi. Seguici anche sul primo poker online forum italiano.