Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Lga Malta e Agcc Alderney stringono un accordo: scacco matto del punto com?

In un momento di crisi delle legislazioni nazionali l’alleanza di due authority di poker e gaming online importanti come l’Lga maltese e l’Agcc del Regno Unito, può essere un colpo decisivo in favore di quei siti ‘dot com’ che rispondono a legislazioni comunque sicure e in grado di offrire l’adeguata protezione ai players.

GLI ESTREMI DELL’ACCORDO – Con data 9 ottobre 2013 ma divulgato solo nelle scorse ora, la Lotteries and Gaming Authority (LGA) di Malta e l’Alderney Gambling Control Commission (AGCC) hanno stipulato un Memorandum of Understanding (MoU) in materia di cooperazione bilaterale. Non è una vera e propria fusione ma si parla anche di player liquidity oltre che all’affrontare questioni in materia di scambio di informazioni, assistenza investigativa dei due fornitori di servizi di gioco a distanza, regolamentazione di sistemi di web cloud, la posizione reciproca dei server oltre al riconoscimento degli enti di certificazione nazionale.
Ad apporre le firme sul protocollo d’intesa sono stati Mario Galea, presidente LGA e André Wilsenach, Ceo dell’AGCC.
UN passo tutto da valutare e decisamente importante per il dot com in un momento in cui tanti giocatori si spostano all’estero proprio per giocare su sistemi extra nazionali.

 

LGA PER TUTELARE I CONSUMATORI E LA SOCIETA’ – Galea ha commentato che, “con questo protocollo le due giurisdizioni riconoscono i valori comuni alla base della loro regolamentazione del gioco a distanza e ciò per garantire la tutela dei consumatori e la protezione della società e dell’ordine pubblico. Un accordo in grado di assicurare un gioco sicuro e responsabile attraverso sistemi di monitoraggio robusti e completi”.

IL CEO AGCC PER RIDURRE COSTI E PROCEDURE – Contento anche Wilsenach che ha puntualizzato come “il MoU è un passo importantissimo per lo sviluppo e la condivizione delle migliori prassi regolamentari comuni, tra cui i programmi di scambio di dipendenti, standard di certificazione comuni e altre modalità pratiche ed operative per riflettere gli sviluppi tecnologici. Sarà un modo anche per ridurre i costi e il lavoro di due giurisdizioni”.
Insomma, dove arrivano due enti così importanti di certificazione di gioco online transfrontalieri non sembrano ancora arrivare gli stati membri Ue che, pur avendo manifestato sempre la volontà di stringersi in una stessa ‘pool’ per i players e gli operatori, non hanno ancora concretizzato nemmeno un primo passo rispetto a questi obiettivi.

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