Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

L’Imu e i giochi: ma il poker live non poteva essere una risorsa?

Era prevedibile che per togliere l’Imu il Governo, tra le altre voci, avrebbe tirato fuori anche quella dell’innalzamento delle tasse sui giochi. Tuttavia era anche auspicabile che, invece di tassare ulteriormente dei settori già ai limiti dell’imposizione, potesse finalmente tirare fuori la regolamentazione del poker live.

Un settore che, non ce ne vogliano i club che vanno sempre e comunque difesi per il diritto di praticare la disciplina più amata, attualmente mette i soldi sotto al mattone e vede tantissimi imprenditori e progetti fermi ai box da 4 anni in attesa di un regolamento che non arriva (arriverà?) mai.

 

Ma facciamo un passo indietro.

L’IMU SUI GIOCHI – Per ottenere soldi dai giochi il Governo dalle larghe intese Pd-Pdl, ha proposto di sanare l’intera questione delle maxi-penali comminate ai concessionari delle new slot dalla Corte dei Conti, per un totale di 2,5 miliardi di euro, in cambio di un esborso diretto e immediato da parte degli stessi soggetti del 25 percento della cifra complessiva entro il prossimo 15 novembre. Per una cifra di circa 600 milioni di euro ‘cash’ con i quali il governo potrebbe garantire le mancate entrate della prima rata dell’Imu, cancellata dal Consiglio dei Ministri di ieri. Una soluzione “perfetta”, sulla carta, in grado di accontentare un po’ tutti. Anche se lo Stato potrebbe trovarsi a fare i conti con una triste realtà: ovvero, la mancanza di liquidità da parte delle società interessate alla sanatoria.

Non è detto che funzioni e che tutti i concessionari di rete collegati ad Aams aderiscano. Ad onor del vero va anche specificato che non è neanche chiarissimo cosa vuole farsene il Governo del settore dei giochi. Lobby o non lobby, possibile che nessuno prenda mai in considerazione un industry che fattura 90 miliardi di euro all’anno?

POKER LIVE DOVE SEI – E possibile che nessuno ritiri fuori quel progetto delle sale da poker dal vivo fermo in chissà quale cassetto visto che un anno fa eravamo tutti intenti a giocare ad una specie di ‘caccia al documento’: dove sarà, in Aams, all’Economia o all’Interno? Nessuno ha mai visto una bozza di regolamento. Incredibile.

Eppure il Governo Monti nel suo ultimo atto lasciò in vigore il termine per il quale, entro gennaio 2013, i Monopoli avrebbero dovuto produrre questo documento. Ma in pieno bombardamento mediatico del settore del gioco si pensò bene di mettere la testa sotto la sabbia. Ora, le ultime uscite dei vertici Aams confermano queste ‘difficoltà logistiche e pratiche’ per la messa in opera dell’impianto regolatorio. Ma se la politica aveva lasciato questa partita già iscritta nei bilanci, come mai anche adesso Letta e Alfano non c’hanno pensato? E perché dei tecnici hanno, di fatto, compiuto delle scelte politiche bloccando un mercato in piena crescita?

ARMISTIZIO SULL’ELUSIONE – Mentre i governi che si succedono danno la caccia agli evasori e agli ‘elusori’, sembra che per quelle associazioni che da anni raccolgono rake e soldi mettendoli sotto il mattone della camera da letto si sia siglato un bell’armistizio. Una lunga pace voluta fortemente dai moralisti e dai moralizzatori. Ripetiamo, c’è il rischio che una legge poco performante uccida il tessuto di gioco che si sta sviluppando con più forza rispetto ai primi anni e non troviamo giusto che i players debbano rinchiudersi negli scantinati per praticare una disciplina che nell’80% dei casi è sana e non porta nessuno alla rovina. Ma non si può negare l’evidenza: l’elusione è a livelli stratosferici. E il meccanismo è semplice. La comunitaria 88/2009 riserva la gestione del poker live allo Stato. Ogni euro di rake, ora, raccolto senza concessione come viene giustificato nei libri contabili delle società che giocano a poker in tutta Italia? I lavoratori ai tavoli e in sala sono tutelati da contratti di lavoro? O rischiano di rimanere con un pugno di mosche in mano qualora dovessero incontrare il solito avventuriero o un fallimento societario? Risposte scontate: no.

Ma lo Stato continua ad essere miope. Allora è proprio vero che le leggi e lo sviluppo vengono bloccati dalle solite levate di scudi dei moralisti bacchettoni. Al di là della politica, che Paese è quello che permette tutto questo senza mettere mano con razionalità alla vicenda? L’importante è guardarsi allo specchio e recitare sempre la solita preghiera con la tasca e la pancia piena prima di andare a dormire: il gioco fa male, il gioco porta alla rovina.

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