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L’inchiesta di Canal+: il poker online francese esposto a mille truffe

 

Un'inchiesta molto coraggiosa quella andata in onda su Canal+ ieri sera e che mette in ginocchio il poker online francese anche se, come al solito, scopre l'acqua calda: e cioè che è possibile truffare se ci si trova dietro un pc con altri giocatori e soprattutto se i sistemi anti frode delle room online e degli enti regolatori sembrano non essere a prova di bomba. 
Stupisce, infatti, il raffronto che una giornalista di Canal+ è riuscita a mandare in onda facendo vedere come le sicurezze di un colosso del gioco online in Francia e nel mondo come Winamax possano crollare nel giro di poche immagini. 
Prima Cécile Allegra ha visitato la sede di Winamax con il presidente Canel Frichet, che mostra come alcuni ingeneri siano lì tutti i giorni a controllare tornei di tutti i tipi dai più bassi ai più alti buy in. Alcuni sofware permetterebbero di verificare casi di frode o collusion tra i giocatori. Uno dei funzionari ha assicurato che i casi di collusione sono rari e vengono individuati rapidamente. 
 
Cécile prosegue la sua indagine andando dall'altra parte della barricata e mettendo in contraddizione i discorsi di Winamax con quelli di alcuni truffatori. Il gioco sembra semplice: tre players riescono a mettersi allo stesso tavolo e si comunicano le mani durante il gioco. Una truffa che vale per loro qualche centinaia di dollari al mese per arrotondare probabilmente lo stipendio mensile. 
L'indagine prosegue alla visita in Arjel, l'autorità di controllo e regolamentazione dei giochi online. Presso la sede dell'authority ci sono ben 60 informatici dedicati al controllo delle frodi. Nel 2012, nel poker online, l'Arjel rivela che ci sarebbero stati appena 4 alert molto seri che indicavano delle truffe sulle room dot fr. 
 
Ma l'inchiesta non cita esplicitamente i risultati di un'indagine di Mediapart che avrebbe rivelato molte truffe nel sito Partouche. Ignorate anche le truffe al torneo live del 2009 sempre del Partouche Poker Tour. 
L'inchiesta si chiude con una testimonianza impressionante con un uomo che rivela di aver introdotto un Trojan nel computer di un giocatore. Grazie a questo programmino riesce a sapere le mani in tempo reale sul sito PokerStars. Una truffa durata 3 anni e che è valsa un guadagno di 100mila euro. E ovviamente è un caso che questo 'pollo' sia stato spennato su PokerStars. 
Un documentario che non aggiunge nulla di nuovo ai rischi che si hanno sul proprio pc quando si gioca online. Tuttavia a non funzionare sono i sistemi di controllo anti-collusion e anti frode visto che, a fronte di questi casi scabrosi, per le room online e l'Arjel tutto sembra regolare mentre i casi da allarme rosso sono tantissimi. 
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