Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Liquidità unica poker online: la spinta italiana, dalla cooperazione interstatale ai fatti

Facendo seguito al punto sul mercato europeo di un paio di settimane fa, arrivano come un raggio di sole in un cielo nero e denso di nubi, le dichiarazioni Francesco Rodano, head of remote gaming dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e rilasciate alla conferenza tenuta ad Oslo giovedì scorso dell’International Masters Gaming Law che parlava di ‘Cross Border Regulatory Reform‘.

“Conviene partire da lì per parlare ancora del mercato europeo: “Sarebbe opportuno che la cooperazione tra stati che regolano il gioco d’azzardo online portasse finalmente a risultati pratici – ha dichiarato nel corso del suo intervento Rodano – finora ci siamo conosciuti, ci stiamo conoscendo da molto tempo e di sicuro abbiamo ottimizzato tantissimi processi e regolamenti che facilitano la regolamentazione del gambling online e questo è un ottimo risultato. Tuttavia non siamo ancora riusciti a trovare standard comuni e più giurisdizioni che possano facilitare gli operatori ad acquisire le licenze in più paesi senza vedere costi che si moltiplicano e procedure lunghe e complesse da superare”.

Posizioni che sembrano fare il paio con quelle del nuovo direttore del Dipartimento del gioco online spagnolo, Carlos Hernandez, pronto addirittura ad aprire le frontiere direttamente al dot com pur di dare una smossa ad un mercato che rinchiuso dentro i confini nazionali funziona i primi tempi ma poi rischia di crollare su se stesso.

Francesco Rodano ha ormai un’esperienza che a livello europeo tutti gli stati possono invidiarci. E’ al posto giusto dal momento giusto e, cioè, da quando ha preso il via il mercato del gioco online prima e del poker online qualche anno più tardi. Seppur il mercato italiano abbia i suoi notevoli problemi, dovuti alla fisiologia di un mercato chiuso e anche all’incapacità di tante strutture crollate su se stesse senza poter dare la colpa a chissà chi, il dot it è l’unico che continua a generare profitto per alcune società. E ha ancora l’opportunità di raccogliere le forze e riprendersi. Anche questo argomento l’abbiamo affrontato qualche settimana fa in questo spazio.

L’apertura/forzatura di Rodano sembra arrivare al momento ideale. Abbiamo già definito l’Europa un “cane che abbaia tanto ma non morde mai”, un organismo inconcludente ma che ha la pretesa di regolare e intervenire su tutto. Bene, che lo faccia. Rodano da la spinta agli Stati con cui finora ha interloquito. Organizziamoci, armiamoci e partiamo. Regoliamo insieme, ma facciamolo una volta per tutte. Il flirt è ormai acclarato tra Italia, Spagna e Francia. Al carrozzone potrebbero unirsi anche il Regno Unito che inizia a cambiare idea sulla regolamentazione e chissà forse anche qualche Paese del Nord Europa su tutti la Danimarca che ha già espresso posizioni simili sull’Ue.

E’ il momento di passare ai fatti altrimenti l’amore rischia di rimanere ‘platonico’ e francamente i mercati non se lo possono permettere. Devono fare il grande passo verso l’altare della liquidità unica.

Altrimenti qual’è il rischio? A fare le conclusioni di questo editoriale ci pensa lo stesso Rodano col suo intervento di Oslo: “Assistiamo ad una concentrazione di licenze in una serie di Paesi mentre altri vengono tralasciati e le giurisdizioni vengono trascurate perché non convenienti dal punto di vista economico per l’operatore che vuole investire in altri stati”. A buon intenditor?  

Cbet

Continuationbet nasce nel 2007 con lo scopo di offrire ai propri utenti gli strumenti necessari per migliorare le priprie abilità nel gioco del poker online e fornire promozioni e bonus esclusivi. Seguici anche sul primo poker online forum italiano.