Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Lotta alle poker room illegali: Monti chiede cooperazione a Banche e intermediari finanziari

Praticamente fallito lo strumento dell‘oscuramento dei siti illegali, per la lotta alle poker room ‘dot com‘ l’Italia per il prossimo autunno punta a colpire la chiave di volta di quelle società che operano in un ambiente considerato illegale perché prive di concessioni Aams: e per farlo chiederà appunto la cooperazione tra banche, intermediari finanziari e Guardia di Finanza/Agenzia delle entrate. Il gioco tra i 19 profili tracciati dal Governo Monti. ‘Tu che evasore sei?’.Alla voce ‘Gioco online abusivo’, l’esecutivo stigmatizza “gli operatori privi di concessione che evadono l’imposta unica e possono riciclare denaro sporco”, e pone anche le condizioni ideali per operare: “Decisivo nel contrasto la cooperazione tra banche e intermediari finanziari”.

Va a decadere la minaccia di perseguitare il player, la società illegale rimane sempre al centro del problema ma andare a mettere le mani nei sistemi di pagamento è la mossa prevista dalla task force raccolta da Mario Monti (Ministero dell’Economia, Agenzie, Guardia di Finanza) per combattere l’evasione fiscale.

“Per recuperare le imposte evase saranno rafforzate le attività di controllo e di accertamento in materia di giochi pubblici. In proposito saranno perseguiti gli operatori bancari, finanziari e postali che non rispettano l’obbligo di segnalare i trasferimenti di denaro a favore di soggetti che esercitano giochi con vincite in denaro senza autorizzazione”, scriveva il Governo in documento ancora grezzo di qualche settimana fa che preannunciava queste azioni.

Monti va giù duro contro il mercato ‘dot com’ ma le tante pronunce a livello di Corte di Giustizia Europea tendono a difendere le società che operano quanto meno con licenza europea. E’ probabile che da questo ennesimo assalto si arrivi finalmente ad una definizione corretta di ciò che è legale e illegale. L’ambiente ‘dot eu’, in questo caso, potrebbe finalmente sanare molte situazioni o costringere l’Ue ad intervenire per chiarire una volta per tutte il valore delle regolamentazioni nazionali e quelle internazionali (dot com o dot eu ma comunque basate in Europa) e forse a fare quel passo verso un’armonizzazione che tutti, players e operatori, chiedono a gran voce.

La speranza è che, per arrivare ad un ambiente migliore, non si debba passare tra aule di tribunale e denunce per gioco illegale puntualmente smentite dai giudici europei.

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