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Luca Moschitta all’Ice Londra: ‘Nel poker serve maggiore sinergia tra online e live’

Londra – Anche il mondo del poker è presente all’Ice Totally Gaming di Londra, la manifestazione sul mondo del gioco in corso a Londra.

E lo è attraverso uno dei volti piu’ noti del settore, Luca Moschitta, il quale rivela a Gioconews.it i suoi prossimi obiettivi: “Mi sto concentrando molto sul poker live – dichiara – e i prossimi tornei che giocherò saranno  quello organizzato al casinò di Malta da Planetwin 365, che tra l’altro è a due passi dalla mia attuale abitazione, dato che mi sono trasferito da poco sull’isola: poi ci saranno il Wpt di Venezia e l’Ept di Vienna”.

 

Insomma, un intenso calendario  per il giovane player, che conta già tantissimi successi nella sua carriera pokeristica. Ma come vede la situazione del poker italiano? “Per quanto riguarda i circoli sono poco informato, dato che non ci ho mai giocato. Sul fronte tornei posso dire che sono sempre piu’ indirizzati a un pubblico ampio, con buy in sempre più bassi. Quello che manca, a mio avviso, è una sinergia maggiore tra online e live, dato che i qualificati online sono sempre pochi. Inoltre il numero dei tornei e’ troppo elevato e spesso è difficile fare una selezione, soprattutto perché sono indirizzati sempre verso un unico target. Invece occorrerebbe cercare anche target differenti. Alfa 8, ad esempio, è riuscito a fare qualcosa di nuovo. Credo che sia essenziale investire anche nei satelliti online”.

Ma secondo Moschitta quello che andrebbe migliorato riguarda anche i tempi dei tornei: “Sono troppo lunghi, non è pensabile che durino anche una settimana, perché spesso c’è gente che ha impegni lavorativi e magari ha difficoltà a reastare sette giorni al tavolo da poker. Ovviamente dipende sempre dal montepremi finale, ma penso che quattro giorni basterebbero. Insomma, occorre essere più orientati al consumatore e pensare che un torneo deve essere prima di tutto divetimento”.

Come vedi i vip o gli sportivi che scelgono di diventare giocatori di poker? “Molto bene, perche’ possono avvicinare al circuito target nuovi. Ovviamente devono essere personaggi positivi, come gli sportivi”. Ma quindi il poker e’ uno sport? “Non lo e’ nel senso stretto del termine, perche’ non ha la variabile dell’attivita’ fisica, ma ci si avvicina dato che mette in atto una serie di competenze e di sfide. E poi fa divertire, e questa resta la cosa essenziale”.

Come e’ iniziata la tua carriera nel poker? “Sette anni fa, guardando un Ept in televisione. Ho iniziato direttamente con il texas hold’em, dato che non avevo mai giocato al poker classico”.

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