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Luca Pagano: ‘Bocche cucite per la trattativa PokerStars-Full Tilt ma tifo per i soldi dei players’

“Non siamo autorizzati a parlare e comunque non abbiamo tantissime informazioni sul decorso delle trattative di PokerStars con il Dipartimento di Giustizia Usa per acquisire Full Tilt Poker dopo lo stop delle contrattazioni del gruppo Bernard Tapie. Tuttavia mi auguro che la vicenda di Full Tilt si risolva al più presto per vedere rimborsati i giocatori italiani e di tutto il mondo”. E’ il parere di Luca Pagano, team pro PokerStars e organizzatore di Ipt ed Ept sul territorio italiano per la room che lo sponsorizza ormai dagli albori del poker.

Bocche cucite quindi dalla divisione internazionale della room con la picca rossa che ha catechizzato tutti gli esponenti del team pro e ovviamente dell’azienda a non lasciar trapelare alcun rumours o notizia sulle trattative in corso. Del resto PokerStars non ha confermato ma neanche smentito che queste negoziazioni siano in corso. E tutto lascia pensare che sia così.

 

“Di certo sarebbe un colpaccio al mercato da parte di ‘Stars’ ma, come detto, non possiamo sbilanciarci in nessun modo”, prosegue Luca Pagano.

La curiosità sorge spontanea: ma Pagano ha qualche dollaro su Full Tilt? “Assolutamente no. Non ho mai versato e giocato una partita sulla room concorrente a PokerStars prima del Black Friday quando poi è stata chiusa. Ma so che molti italiani hanno cifre consistenti bloccate nei conti di gioco e spero vivamente che si sblocchi la situazione”.

Pagano resiste alle tentazioni delle nostre domande rimanendo impassibile come al tavolo durante un bluff. Scherzi a parte la situazione comincia ad essere pesante e da un primo pagano_tallinn_ottimismo si è ripiombati nel pessimismo più totale dopo lo stop delle trattative di Bernard Tapie. Ovviamente PokerStars offre maggiori garanzie del magnate francese che non piaceva a molti per i suoi trascorsi finanziari poco limpidi. Ma c’è anche da evidenziare il rischio che la mossa di PokerStars possa indispettire i mercati e i concorrenti per la creazione di un vero e proprio cartello del poker online, un mostro aziendale contrario alle leggi dell’antitrust. Anche se ai players di questi cavilli importerebbe molto poco a costo di rivedere i loro bankroll.

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