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Maxi indagine Fbi su poker e scommesse illegali a New York: ecco i burattinai di traffici milionari


I tratti di una storia da film hollywoodiano con un traffico di milioni di dollari gestito dalla mafia russa e da personaggi che dalla camera del loro appartamento della Trump Tower di New York gestivano e organizzavano giochi d'azzardo illegali per guadagni che farebbero rabbrividire qualsiasi imprenditore seppur facoltoso. Ma chi c'era dietro questi loschi affari? 
 
 
IL RUSSO CHE CORROMPEVA I PATTINATORI OLIMPICI – C'è Alimzhan Tokhtakhounov dietro la maxi indagine dell'FBI su scommesse illegali e partite di poker high stakes gestite dalla mafia russa a New York. Gli imputati sono saliti a 34 e i guadagni di Tokhtakhounov sarebbero pazzeschi. Roba da 20 milioni di dollari raccolti ad esempio dal solo russo in due mesi alla fine del 2011. Pensate agli altri soldi raccolti. 
le autorità non hanno ancora comunicato i nomi ma hanno assicurato che all'interno dei circoli sequestrati passavano fequentemente le loro serate atleti, celebrità di Hollywood, dirigenti di Wall Street e facoltosi professionisti. I nomi che circolano sono gli stessi: Damon, Affleck, Maguire ma nessuno di loro sarebbe  stato ancora accusato e non si capisce se tra le 34 persone indagate ci siano loro o solo i gestori di questo business pazzesco. 
 
TRUMP TOWER QUARTIER GENERALE – Un raid decisivo è stato quello effettuato dai federali alla Trump Tower sulla Fifth Avenue: appartamenti da 6 milioni di dollari di valore. Sotto inchiesta anche una galleria d'arte sulla Madison Avenue che era di proprietà di due degli imputati. 
Uno dei burattinai, Alimzhan Tokhtakhounov, era già sotto accusa, depositata alla corte federale, ed era latitante. E' ricchissimo e aveva provato a corrompere un pattinatore delle Olimpiadi Invernali di Salt LAke City nel 2002. 
Gli incassi del latitante russo e delle altre persone erano spaventosi e venivano riciclati sistematicamente con società di comodo a Cipro ma anche negli States. Di mezzo c'è anche un'azienda statunitense con legami dortissimi con la Russia e l'Ucraina. 
 
TRINCHER, IN T SHIRT IN TRIBUNALE MINACCIAVA DI MORTE I DEBITORI – L'altro protagonista è Vadim Trincher che dirigeva le operazioni del racket internazionale addirittura dalla sua camera dell'appartamento della torre di Trump. "Dalla sua stanza supervisionava quello che doveva essere il bookmaker sportivo più grande del mondo. Da lì si prendeva cura di milioni e dei miliardari coinvolti", dicono gli inquirenti. Il tutto proprio sotto ad un appartamento dove passa ogni tanto anche Donald Trump. Nella stanza c'erano 75mila dollari in contanti e 2 milioni di dollari in chips di un casinò di Las Vegas forse usate per riciclare e immobilizzare del denaro guadagnato dai traffici illeciti. In tribunale Trincher si è presentato in maglietta vianca e jeans. 
Le intercettazioni a sua carico sono pesantissime. Pare che in una telefonata Trincher abbia minacciato un cliente che, qualora non avesse pagato, sarebbe finito sotto terra dopo essere stato torturato". 
Secondo il legale della Difesa Trincher avrebbe guadagnato soldi attraverso il gioco d'azzardo legale. 
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