Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Mike McDonald – dove andare adesso

Traduciamo ora un lungo post del pro di Full Tilt Mike “Timex” McDonald sul suo blog su Cardrunners, riguardante la sua decisione di lasciare il poker.

Per tutta la mia vita sono stato una persona parecchio competitiva, che si trattasse di videogiochi, scacchi, poker, o gare di matematica. Ho sempre voluto essere il migliore. Ero il tipo di persona che è piuttosto brava in molti campi ma mai davvero eccellente in niente. Ho sempre pensato che sarebbe stato bello riuscire ad eccellere in qualcosa e magari un giorno essere additato come il migliore.

Poi è arrivato il poker, ed ho cominciato ad averci successo piuttosto presto, diventando bravo nel giro di non troppo tempo. Per un anno ho frequentato l’università, mettendo da parte molti aspetti delle mia vita. Sono passato dal fare sport 4-10 volte alla settimana e forse una o due, non partecipavo a nessuna attività extracurricolare, e mi concentravo molto meno sulla scuola, ma nonostante tutto credo davvero che sia stata la scelta corretta. Ho avuto una fantastica opportunità di fare qualcosa che mi piacesse, guadagnarci tantissimi soldi, e finalmente eccellere in qualcosa.

Dopo aver compiuto diciott’anni ho cominciato a giocare nel circuito live, ed ho apprezzato davvero molto il tempo libero, la possibilità di incontrare persone nuove con lo stesso interesse e di vedere tanti posti diversi. Ho cominciato a diventare davvero bravo, e con mia fortuna dopo soli cinque mesi nel giro live ho vinto l’EPT di Dortmund. Sono arrivato al punto in cui pensavo davvero di essere migliore di quasi chiunque altro, ed oltre al successo nei tornei stavo andando benissimo anche nel cash, hu e shorthanded. Dopo la vincita a sei zeri ho perso un bel po’ di motivazione a grindare, e sono entrato in una fase in cui giocavo pochissimo. Ero più o meno al punto di aver fatto abbastanza soldi da essere, a meno di gravi imprevisti, piazzato per la vita. Qua avevo più o meno realizzato che non sarei mai diventato il miglior giocatore del mondo perché c’era molta altra gente più sveglia di me, con ego più grossi, e che semplicemente apprezzava giocare ed imparare più di quanto lo facessi io. Rimanevo comunque molto bravo, ma intorno a due anni fa ho dovuto ammettere che non sarei mai stato giudicato il miglior giocatore del pianeta. 

In quel periodo ho deciso di iniziare a cercare di dare alla mia vita una forma un po’ migliore. Ho ricominciato a fare esercizi – ero decisamente fuori forma a questo punto -, a correre, a sollevare pesi, a leggere, eccetera. Avevo perso un bel po’ di ambizione, ma in qualche modo credo che fosse un bene: conosco molta gente sempre piena di obbiettivi costantemente superati, ma che non è mai soddisfatta e felice. Trovo che la cosa perda in tal modo tutto il suo senso. 

Comunque, mi infastidiva un po’ che non ci fosse un logico passaggio successivo, ma il poker continuava ad essere così  assurdamente profittevole che a causa di un leggero downswing e dello scarso andamento delle borse verso la fine del 2008 ho deciso che era una buona idea ricominciare a grindare, in modo che tra vent’anni non mi fossi pentito delle mie scelte. Pur non essendo molto motivato, continuavo a divertirmi.

1/3, continua. Fonte: http://blogs.cardrunners.com/Timex/where-to-go-from-here

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