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Mike Sexton all’attacco del Global Poker Index: ‘Mancano buyin e quote’

Se prima c’era solo HendonMob come ranking per i poker players e tutti si lamentavano che non si potevano semplicemente classificare i giocatori in base ai soldi vinti, poi è arrivata la Global Poker Index che ha indubbiamente migliorato la situazione inserendo coefficienti e altri indicatori in grado di valutare anche il valore assoluto dei tornei vinti dai migliori del mondo.

SEXTON ALL’ATTACCO DI GPI – In settimana, però, Mike Sexton, volto storico del Wpt, ha attaccato duramente Alezandre Dreyfus, direttore della Gpi e da poco anche di HendonMob, per non essere riuscito ad inserire nel conteggio anche le spese dei players. Una classifica inutile secondo il pro PartyPoker visto che non sono calcolati buy in, eventuali rebuy e anche le quote prese da altri giocatori. Senza questi fattori, secondo Mike, non si può determinare effettivamente chi sono effettivamente i migliori. Il motivo della querelle è il dilagare dei super high roller dove i buy in sono elevatissimi e riservati a pochi players al mondo in grado anche di fare rebuy e avvantaggiarsi grazie a poderosi e infiniti bankroll.

 

SE SILVER HA UN ROI SUPERIORE A NEGREANU – L’esempio portato da Sexton è il confronto tra Daniel Negreanu e Max Silver. Nel 2013 KidPoker ha vinto 1,7 milioni di dollari ed è finito primo nella Gpi e settimo nell’HendonMob. Se si tolgono le spese Daniel è in attivo di ‘soli’ 130.000 dollari. Una cifra che lo collocherebbe addirittura dietro alla performance di Max Silver che è a mala pena nella top 100.

 

PAROLA A DREYFUS – La risposta di Dreyfus non ha tardato ad arrivare ed ha ammesso che non vengono conteggiati i valori richiesti da Mike Sexton. Tuttavia ha sostenuto che l’indice GPI è basato sulle prestazioni e dispone di sistemi per prevenire che i players per i quali i soldi non sono un problema possano cannibalizzare tutti i premi. Tra l’altro i punti vengono assegnati solo quando si raggiunge un minimo di 21 players iscritti (che avrebbe già escluso il 250mila dollari dell’Aussie Millions) e che il fattore buy in si ferma a 20mila dollari. Di fatto chi gioca i super high roller riceverà punti come se stesse giocando un torneo con buy in molto più basso.

 

DIFFICILE CALCOLARE LE SPESE MA IL FUTURO E’ QUELLO – Il problema che sembra rimanere, quindi, sembra solo la difficoltà del calcolo delle spese dei giocatori. Partendo solo dagli Itm manca tutto il calcolo di quanto ha speso un player. Un conto è centrare 10 itm giocando 10 tornei, un conto spendere 5 volte tanto e centrare gli stessi risultati. Sarà questo il prossimo passo verso il ranking definitivo per il poker live?

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