Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Nessun reato d’azzardo per il Cotton Club, ma rimane l’impedimento amministrativo

Non c’è reato per ‘esercizio di gioco d’azzardo’ neanche per i titolari del circolo Cotton Club di Roma. La notizia, ormai diffusa negli ambienti del poker live, arriva proprio dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma che cercherà di far archiviare il reato per i soci del CC.

Come al solito bisognerà aspettare alcuni giorni per avere in mano le motivazioni finali della decisione del gip romano. Ormai la chiave di volta è data dalla modalità di organizzazione che non prefigura il reato penale e scaccia denunce scomode da cancellare e da sconfiggere.

Il problema più grande, però, è di natura squisitamente amministrativa. E soprattutto la doppia negazione alla riapertura da parte dei giudici del Tar Lazio e del Consiglio di Stato.

Il poker “live”, anche nelle modalità a torneo, è stato ufficialmente vietato nel 2009 da una circolare del Ministero dell’Interno, all’epoca presieduto da Roberto Maroni. La “legalizzazione” del poker live era prevista da un regolamento che metteva a bando la gestione di 1000 sale – in Italia sono circa 400 i circoli che aspettano di mettersi in regola – e che doveva essere emanato entro il 31 gennaio del 2013, ma attualmente è ancora in stand-by, bloccato dal Ministero dell’Economia.

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