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Network sfasciati, room disperse, manager impazziti: come creare una nuova liquidità nel poker online

Chiedendo ad un poker player come Andrea Carini (l’intervista nell’apertura del sito) come potrebbe riprendere vigore il settore del poker online in Italia abbiamo trovato tutte le risposte che volevamo. Sì, d’accordo, le sapevamo già. Non per dire ‘c’avevamo già pensato’ e neanche per mettere il copyright, ovvio.

Tuttavia sentirselo dire da chi fa il mestiere del grinder online da 5 anni non solo è confortante ma anche una conferma che la strada per riprendersi è quella: una serie di sentieri da battere come quello del poker live, in futuro del ‘punto eu’ e di tanti altri problemi da risolvere. Uno di questi, però, va approfondito e può servire come unica chiave di lettura della fase di decrescita (non parlerei né di declino, né di maturità della curva del prodotto) del gioco online: la frammentazione dei network, delle poker room, delle skin e una dispersione di liquidità elevatissima dal lancio del 2006 del mercato ad oggi.

 

Da qui la teoria, forse anche la speranza, che unendo le forze si possa davvero ricreare una forza nuova nel poker online o un rinfoltimento dei field di altri network già funzionanti.

Ma gli errori commessi da molti manager e da alcuni board aziendali sono purtroppo irreversibili. Alcuni talmente gravi che ci vorrà molto per riprendere players lasciati senza soldi dall’avventuriero di turno o anche quelli rimasti senza assistenza o coi conti bloccati per negligenza di società più grandi e meno attenti al cliente finale.

Non possiamo non tirare le orecchie a tanti manager che, diciamocelo, di poker forse ne avevano sentito parlare appena a Natale dallo zio più vizioso o al bar la sera tardi. Colpa anche di chi ha piazzato in un settore delicato come il poker figure compententi ma forse troppo alienate rispetto a quello che stavano andando a seguire.

Tante le scelte bizzarre, dall’isolamento da un network che funzionava benissimo, al varo di software testati male e ‘messi in onda’ peggio, alle fughe dalle reti per scelte che si sono poi rivelate fallimentari. All’implosione dell’unico network che stava primeggiando ma al quale venne a mancare anche un apporto fondamentale come quello land based (un unicum nel mercato europeo).

Cosa servirebbe ora per unire tutte queste forze disperse? Quello che sembra mancare forse è una politica di network solida che sappia attrarre room e skin con serietà e soprattutto certezza. I software sembrano esserci. Forse per un paio di questi network e per una room molto importante manca la volontà di spingere sul mercato, di aggredire le quote lasciate a spasso da alcune sacche di incompetenza altrui. A differenza della Francia le room in Italia difficilmente chiudono, a meno che non vogliamo analizzare le decine di skin sorte su iniziative decisamente amatoriali. Il sistema di tassazione è sostenibile e il gioco c’è. Servono quindi professionalità, capacità manageriali, competenze specifiche e un piano di azione basato su un software stabile e affidabile. Non sembra così difficile no?

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