Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Nevada: caos sulle tasse per il primo anno di poker online

Quasi un anno dopo dal lancio del poker online a soldi veri nel Nevada è in arrivo un’ondata di cartelle esattoriali per i players che dovranno pagare le tasse sulle loro vincite sul web.

Uno dei lati negativi della regolamentazione nel Nevada visto che le poker room dot com non hanno mai collaborato con l’Internal Revenue Service al contrario delle room con licenza che sono ovviamente obbligate a farlo. In ogni caso pare che sia il Nevada l’unico stato ad avere un accordo di condivisione dei dati con l’IRS anche se il Governo federale può tracciare i movimenti di un giocatore tramite l’autorizzazione dei siti legali.
Tuttavia essendo un mercato regolamentato questi controlli riguardano solo quei giocatori che potrebbero essere potenziali evasori. Le vincite online sono comunque parificate, ai fini fiscali, alle vincite all’interno dei casinò di ‘mattoni e malta’, come amano definire gli americani le case da gioco land based.
Per il cash game sono i giocatori a dover registrare i loro risultati al tavolo. Per i tornei dovrebbe funzionare come per i casinò terrestri: per importi di almeno 5.000 dollari in un torneo il casinò trattiene automaticamente il 25% dei soldi da versare al Governo.
Ma i giocatori, come è logico che sia, vorrebbero che le imposte fossero trattenute in anticipo senza troppi giri di denaro da prelevare e quindi versare all’erario Usa.
Una distinzione importante viene fatta dal Governo sui giocatori d’azzardo professionisti e quelli amatoriali. Il pro deve pafare il reddito come una tassa sul lavoro autonomo mentre un giocatore ‘recreational’ segnalerà le vincite come proventi diversi.

 

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