Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Nick e Tobin, dal poker all’amicizia per finire in tribunale

Il poker è un modo per conoscere gente, socializzare e comunque diventare amici anche dei propri avversari al tavolo da gioco. Era quello che erano diventati Nick Polias e Tobin Ryalldue players australiani che ora, però, si ritrovano in tribunale per discutere di una denuncia di diffamazione tutta da sviscerare.


GALEOTTO FU QUELLO STACK – Tutto è partito dalle World Series Of Poker dove i due erano volati dalla loro Sidney. 
In pratica i due dividevano una camera d’albergo per risparmiare e passare insieme la vacanza di gioco. Ryall, tornato in camera, si accorge che erano sparite da dove le aveva lasciate ben 2.000 euro in chips. Polias chiarì subito all’amico di non sapere cosa fosse successo ma qualcosa non deve aver convinto Ryall tanto che decise di troncare l’amicizia. 
INSULTI E FACEBOOK – Ma non è finita qui e il detto ‘ciò che succede a Las Vegas rimane a LAs Vegas’ non deve aver funzionato visto che la storia è finita in tribunale. Sì perché Ryall non ha ingoiato il rospo e ha iniziato ad insultare su Facebook l’ex amico Nick: “Sei un buciardo, un truffatore, un ladro e un egoista” e altri insulti a caso. I commenti non hanno dato torto a Ryall.

IL TERZO INCOMODO – Anzi alla lista degli improperi si è unito anche un certo Andy leeche ha insultato a sua volta Polias per un litigio avvenuto allo Star Casinò. Così anche Lee è finito nella lista dei querelati da Polias per diffamazione. La miglior difesa sembra essere l’attacco. 
SAVE THE DATE  – Il caso ora torna in tribunale il prossimo 8 ottobre ma non è esclusa una soluzione e un accordo visto che i tre si conoscono molto bene.

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