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Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Nicole Noroc: ‘Vi racconto la vittoria all’Ipo, la mia vita e il coaching in autostrada’

Aida, la bambina di un anno, non ha mangiato niente mentre la mamma stava cercando di vincere 100.000 euro al main event dell’Italian Poker Open di Campione d’Italia. Non capiva ma se lo sentiva che stava succedendo qualcosa di straordinario. Il più grande, Raoul, invece, “quando sono rientrata voleva sapere quanto avevo vinto perché iniziava a fantasticare su quale regalino avrebbe ricevuto”.

Nicole Noroc non ha avuto un attimo di tempo per chiudere gli occhi, sognare e riaprirli per capire che quello che ha vissuto non era un sogno ma la splendida realtà: “Sono tornata subito a fare la mamma a tempo pieno e ho scoperto che Aida non ha mangiato, forse immaginava cosa stessi facendo. Comunque sono davvero contenta perché gioco pochissimo proprio perché amo fare la mamma e stare molto vicina ai miei bambini. Mi mancano tanto quando con Ale (Alessandro De Michele pro PokerStars) andiamo a giocare i tornei tra Campione d’Italia e Saint Vincent o comunque vicino a casa”.

 

UNA VITTORIA DI CARATTERE – A parte i colpi fortunati che hanno segnato la fase finale per Nicole una vittoria di carattere: “Ho pochissima esperienza anche se sì, è vero, quando mi siedo al tavolo gioco per vincere e basta. Sono partita da casa dicendo ad Alessandro che stavolta avrei vinto dopo aver ‘rosicato’ tantissimo per il terzo posto alle Pls Saint Vincent di maggio scorso”.

IL PORTAFORTUNA – Piccola parentesi: vero che c’è un portafortuna particolarissimo? “Sì, è mia mamma che è tornata a casa mia e mi ha permesso di andare a giocare. Il bello è che era tornata anche a maggio quando ho fatto final table! Ora che ci ripenso mi porta proprio fortuna”, sorride Nicole. Alessandro De Michele non aveva ancora deciso se giocare o no l’Ipo e il day1a lo ha passato a vedere la sua compagna giocare: “Ho giocato un torneo da short dall’inizio fino al final table, una sofferenza unica. Se non fosse per Alessandro che mi sostiene e mi mantiene sempre calma io butterei le chips in pochi minuti. Vorrei ricordare che non sono una giocatrice e se non fosse per gli aiuti del mio compagno non so se avrei raggiunto questi risultati”.

IL COACHING – Spunta anche un coaching particolare tra i due: “A casa non parliamo mai di poker, neanche fuori della porta. Lui apre tantissimi tavoli e a me viene il mal di testa. Parliamo tanto dei tornei quando andiamo in macchina in autostrada, sia all’andata che al ritorno. Un coaching in autostrada, sì è una bella definizione”. In ogni caso Nicole ha dato la sensazione di poter dominare la fase finale specie dopo che è cresciuta in chips: “Superare 900 player è una gioia che non capita quasi mai credo anche per i giocatori più forti ed è davvero una grandeissima soddisfazione. In realtà sì, come edge mi sentivo avanti. Conoscevo molti giocatori al tavolo e avevo previsto anche un paio di eliminazioni che puntualmente si sono verificate. E avevo una grande voglia di vincere che mi ha dato tanta convinzione”.

“NON SONO UNA PLAYER” – Simpatica, brava, bella e anche umilissima Nicole: “Gioco i tornei al massimo di 500 euro di buy in. Penso di poter giocare a questo livello. Dovessi giocare un Ipt rischierei di diventare un agnellino facile facile da sacrificare”. Sono già arrivati inviti e richieste per altri tornei, infatti: “Ricordo, non sono una player, e non giocherò il Wpt visto che dovrò stare con i miei bambini. Ma sarò a Sanremo all’Ipt dove giocherò un side event ideale per il mio mindset e non il main dove potrei foldare anche KK preflop. Sono troppi soldi anche se ho vinto questo torneo”. I soldi vinti, infatti, andranno per tutto meno che per il poker: “Ormai la mia vita è la mia famiglia e la mia casa dove mi tolgo tante soddisfazioni. Con la vincita finiremo di sistemare la mansarda che mi piace tantissimo e voglio fare tutta da sola”.

NON SOLO POKER –  Non solo poker, anche una grande passione per la fotografia: “Facevo la modella per le mostre regionali nella zona di Bergamo e Milano. Ma io volevo passare dietro l’obiettivo da tempo e Ale mi ha fatto un bellissimo regalo portandomi una macchina fantastica. Ora mi diverto con le amiche e adoro ritoccare le foto, i miei soggetti devono essere perfetti. Ho anche fatto un corso di fotoritocco e, chissà, nel futuro potrei davvero farne una professione anche se c’è tanto da lavorare”. Intanto una bella foto di questo torneo ce l’ha regalata con quell’Asso e quel 10 di picche in mano quando ha trionfato all’Ipo 12 di Campione d’Italia.

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