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Obama ed il poker

Fin dai suoi inizi il poker è stato usato come metafora di altri aspetti della vita. Parecchie somiglianze sono state infatti notate tra il poker e gli affari, le relazioni sentimentali e, ultimamente, la politica. Su questo ultimo aspetto è recentemente apparso un articolo pubblicato come storia di copertina sul celebre National Journal, importante settimanale politico statunitense. Il pezzo – a firma Will Englund – esamina la presidenza Obama fino ad ora e paragona in vari modi le sue decisioni politiche al suo stile di gioco a poker.

Englund comincia con la sua idea su come il poker imiti la vita: “Se esiste un singolo gioco che si avvicina più di tutti ad una sintesi dell’esistenza moderna – che imiti e dia forma alla logica di una società umana terribilmente complicata, confusionaria e che richiede sempre nuove sfide, comprensibile solo in parte e sempre ricca di incognite – questo è il poker.” Englund fa notare che Obama non è un giocatore solo metaforicamente – è anche un grande appassionato. Alcuni suoi compagni di politica e di gioco hanno descritto il suo stile come cauto, paziente, e, sorprendentemente, conservatore. In poche parole, il Presidente degli Stati Uniti è un po’ nitty.

L’articolo riporta i punti di vista dell’autore di poker James McManus – suoi “Positively Fifth Street” ed il recente “Cowboys Full: The Story of Poker” – e del professore di legge a Harvard Charles Nesson. Nesson è anche il fondatore della Global Poker Strategic Thinking Society, un gruppo di studenti di Harvard creato per promuovere gli aspetti della strategia del poker che potrebbero venire applicati ad altri campi.

Entrambi gli interpellati descrivono lo stile di Obama come tradizionale, ed Englund suggerisce lo stud, dove i giocatori hanno molto più controllo ad ogni giro di puntate, come la specialità nella quale Obama eccellerebbe. Il suo atteggiamento riguardo alla riforma sanitaria viene portato come esempio del suo stile attento e chiuso, e della sua abilità di tenersi strette le sue disponibilità senza che l’opposizione possa capire esattamente cosa ha in mente.

L’analisi del gioco di Obama include anche una discussione su alcune puntate sbagliate e mani giocate male e propone delle previsioni sul tipo di scelte strategiche che il presidente potrebbe avere in serbo per il futuro. “Aspettatevi che Obama si appassioni allo stud, dove a dominare il tavolo sono la memoria, le deduzioni, l’esperienza ed i calcoli.”

Nel complesso, l’articolo elogia il poker come modo per affilare le proprie capacità di pensiero critico. Nelson discute delle applicazioni del gioco alla politica, gli affari, e le interazioni quotidiane. C’è inoltre un riassunto della lunga storia della presenza del poker nella politica statunitense. Si sa, ad esempio, che Nixon ha finanziato le sue prime campagne con le vincite del poker, e molti teorici del gioco hanno svolto importanti funzioni di consulenza nel corso della storia degli Stati Uniti. Il presidente della Poker Players Alliance (PPA), inoltre, è l’ex senatore Alfonse D’Amato.

 

fonte: http://www.pokernewsdaily.com/barack-obama-poker-article-appears-on-cover-of-national-journal-6857/

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