Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Oklahoma: stop all’offerta di poker online verso l’estero della tribù Arapaho

Quest’estate avevamo anticipato un problema che, al di là dell’ironia che veniva spontanea sulla mitica tribù indiana Cheyenne degli Arapaho, ora esce fuori con tutto il suo vigore e la sua serietà.La tribù in questione ha intentato una causa legale contro lo United States Department of the Interior dell’Oklahoma che non approva il piano di offerta di poker online per clienti al di fuori degli Stati Uniti promosso nei mesi scorsi dalle organizzazioni tribali. La tribù se l’è presa contro il segretario Sally Jewell e l’assistente per gli Indian Affairs Kevin Washburn. 

La tribù gestisce il Lucky Star Casinò in Concho e Clinton nello Stato in questione. Nel 2012 però arriva la svolta: gli indiani si mettono in testa di offrire gioco ai pokeristi al di fuori degli Stati Uniti e aprono il sito pokertribes.com e stipulano un accordo con l’Oklahoma. Ma il Dipartimento degli Interni disapprova l’accordo. Il problema sarebbe tutto legato ad una questione di soldi, prima, e di sicurezza poi. Dal balletto delle cifre sul fatturato da versare allo Stato (4% dei primi 10 milioni di fatturato annuale e 5% sui secondi 10 milioni e 6% a crescere) alla difficoltà di controllare i reali flussi di gioco nel sito in questione. 

Ora tutto è in stand by anche se le previsioni ella tribù sono ottimistiche e credono che entro il 2018 questa offerta di gioco possa addirittura catturare il 2% del mercato mondiale. 

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