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Operazione All In, l’AdE chiede a poker player pugliese il doppio delle sue vincite

Ha vinto 30.000 dollari in carriera e gli è stata recapitata una cartella esattoriale di circa il doppio (58.192,91 euro per l’esattezza) da pagare entro 10 giorni. Il noto poker player pugliese Roberto ‘RobyS’ Sabato ha sbottato così dopo aver realizzato cosa gli stava per capitare:

“Da oggi sono anche io in guerra. Ho tolto tutte le mie vittorie su internet dicendo che giro il mondo per giocare a poker per divertimento e per conoscere tanti amici e amiche di ogni nazionalità. Questo grazie all‘Agenzia dell’Entrate che per presunte vincite all’estero vuole tassarmi per circa 60.000 euro”.
Soldi che Roberto Sabato per ora non pagherà, ovvio. Ha già presentato ricorso per cercare di evitare un vero e proprio salasso e che si riferisce al periodo di vincite del 2008/2009, quello che continua ad essere ‘battuto’ dall‘operazione ‘All in’, ormai famosa e famigerata al tempo stesso.
Tuttavia siamo in una fase interlocutoria con molti ricorsi in procinto di essere discussi come abbiamo anticipato tempo fa, anche dalla Corte di Giustizia Europea. Sono tanti gli aspetti da calcolare nella vicenda e non è detto per forza che lo Stato stavolta debba pretendere soldi a ragione, anzi. Basta analizzare pochi principi dell’Unione Europea per comprendere come quest’azione dell‘AdE scricchioli sotto tanti punti di vista.
Da segnalare che le cartelle esattoriali continuano a coinvolgere quegli anni con criteri sconosciuti e difficili da decifrare visto che le notifiche arrivano con tempistiche assai differenti.

 

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