Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Phil Galfond, sproloqui notturni (2/3)

Le parole “intelligente” (smart, tradotto come “sveglio” nella puntata precendente ndt) e “buono” possono avere significati diversi. Ognuno probabilmente dà la definizione che meglio si adatta alle proprie caratteristiche. Io non credo affatto che avere un buon vocabolario, conoscere bene la storia europea, o sapere a memoria la capitale di ogni stato degli stati uniti vi renda intelligente. Credo che queste cose non abbiano niente a che vedere con l’essere intelligenti. Per coincidenza, sono un fallimento in questi ambiti. I numeri e la logica invece mi vengono facili, e, indovinate un po’?, io credo che la matematica e le abilità logiche siano un ottimo indicatore di quanto intelligenti siamo.
Credo di essere una persona buona. Non ho mai fatto volontariato nel terzo mondo o in una casa di riposo. Riciclo solo se richiede pochissimo sforzo. Credo che siano cose buone, ma ho conosciuto persone che le fanno che non considererei buone. Sto molto attento agli altri ed ai loro sentimenti, anche se a volte questo implica del disagio o della tristezza, per me. Ci sono sempre quando i miei amici hanno bisogno di me. Non sono mai rude o meschino, né con gli amici né con gli estranei. Questi sono alcuni degli aspetti che credo mi rendano una buona persona.
Magari uno pensa di essere intelligente perché ha imparato a memoria la tavola periodica degli elementi, o tutti gli stati degli USA, e buono perché fa volotariato, anche se a volte è scortese con gli estranei. Nessuno di noi due ha necessariamente ragione. Le nostre menti creano la loro propria realtà per tenere alta l’autostima.
Dove sto andando a parare? Non ne sono sicuro. Non mi aspetto di avervi sconvolto la mente con tutto questo. Sono cose che la maggior parte di noi sa già. Solamente, mi sembra strano che siamo programmati per essere così illogici. Le emozioni servono a proteggerci, ma sono dannose nel poker.
Pensare di essere più intelligenti, più simaptici, o semplicemente migliori della media va bene, anche quando non è vero. Probabilmente vi cambierà più in meglio che in peggio. Per questo ci siamo evoluti in questo modo. Credere, però, di giocare a poker meglio di Phil Iveypotrebbe finire per danneggiarvi. Immagino che il poker non sia esistito abbastanza a lungo per poter giocare un ruolo importante nell’evoluzione.
Ogni singolo pro con cui ho mai parlato, risponde, quando glielo chiedo, che il suo vantaggio in una partita difficile è tra l’uno ed il tre percento. MAI nessuno mi ha detto, “Credo di perdere circa centocinquanta dollari all’ora conto questo tizio, a heads up.
Ma qualcuno sta perdendo. In ogni gioco c’è un perdente. Se stai giocando contro cinque altri pro, questo significa che tra uno e cinque di quei pro sta pensando erroneamente di stare facendo soldi. Forse questo significa che non bisogna giocare partite difficili, o sfidare a heads up avversari bravi? Assolutamente no. C’è una montagna di ragioni per giocare in situazioni che sul breve periodo potrebbero essere EV-. Questo però è un altro discorso, e qua la stiamo già facendo lunga. Il punto è che sarebbe bene che la vostra mente fosse più capace di identificare le situazioni EV-, o con EV più basso, e poi usasse la logica per decidere se giocare o meno.
L’autostima e le emozioni che causa non sono gli unici ostacoli. Se fate un grande bluff e venite beccati, la vostra mende processa l’avvenimento come Bluff–>Dolore. È come quando toccate il fuoco, imparate che causa dolore. Esitate a toccare il fuoco, ed a volte esitate a bluffare, o a fare qualche altro trucco, specialmente perché ricordiamo il male meglio del bene. È interessante come non abbia mai nessuna esitazione fare qualsiasi tipo di gioco abbia in testa quando ho la miglior mano possibile.Che sia il giocare lento, o veloce, o fare qualcosa di strano con le puntate, sono del tutto sicuro, nel fare qualsiasi giocata ritengo sia la migliore. Non ho mai dovuto associare un check raise al river con la mano nut con il perdere soldi. In verità, però, la giocata con la mano migliore può costare tanto quanto quella con un sei, in termini di EV.
Ci sono molti giocatori amici miei che rispetto tantissimo. Quello a cui mi piacerebbe di più assomigliare, di gran lunga, è Hac Dang. Forse lo conoscete come Trex313. Se gli chiedeste, “Hac, quanto sei bravo nel poker? Sei uno dei migliori al mondo? Come fai?”, beh lui probabiilmente vi risponderebbe qualcosa come “Non sono così bravo. Sono piuttosto intelligente, e ho giocato molto, ma molti dei ragazzi che giocano al 25/50 probabilmente potrebbero battermi. È solo che gioco unicamente in buone situazioni, sto chiuso, mi adeguo al mio bankroll, e non vado in tilt. Ho cominciato a giocare quando i giochi erano ottimi, ed ho imparato in fretta ottenendo così un vantaggio in partenza su molta altra gente. E poi, ho parecchia fortuna.”

(2/3, continua. Fonte: http://www.bluefirepoker.com/post-comment.aspx?postid=1125)

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