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Phil Ivey è rotto? Phil Ivey non è broke! Calma con l’informazione ‘a caso’

I social network, i social media, la circolazione delle notizie dai siti esteri a quelli italiani, Facebook, Twitter, i forum internazionali e quelli nazionali, spesso creano casi imbarazzanti ma anche notizie carine e degne di nota. Non c’è dubbio.

Tuttavia stanno nascendo sul web e anche nel mondo del poker, siti che rischiano non solo di far arrabbiare qualche giocatore di casa nostra o qualche cittadino privato, ma anche di mettere incautamente in piazza problemi inesistenti o creare allarmismi altrettanto infondati. La vorremmo chiamare ‘informazione a caso’, tanto per rifarci al gergo pokeristico che impera nel settore di nostra competenza.

 

Ultimo esempio il ‘povero’ Phil Ivey. Prima Dan Bilzerian ha detto che Phil Ivey è andato rotto. Poi sono arrivate le smentite e le difese anche di Daniel Negreanu. Una serie di articoli che davano per scontata questa illazione su uno dei migliori giocatori del mondo che, tutto sembra, meno che broke, hanno riempito il web e tutti si sono ritrovati su Facebook a commentare. Spesso strutture composte da una persona con testate non registrate e senza una storia consolidata nel settore, prendono e sbattono un titolo sulle loro prime pagine e poi sui social netwwork.

Risultato? La gente legge e quella meno preparata da il via al tam tam e al passaparola. Questo sta accadendo molto spesso anche nei media generalisti. Purtroppo il web ha notevoli potenzialità ma permette davvero a tutti di creare il proprio giornale online. Tantissime le smentite che seguono bufale clamorose come la morte di un attore famoso o chissà quale storia d’amore improbabile. Tutte invasioni alla privacy e ai sottili confini del campo in cui si gioca secondo le regole della deontologia giornalistica. Regole che se non le impari sul campo a forza di zuccate difficilmente riuscirai a mettere ‘in campo’, appunto. Ma in questo caso la prima e ultima testata contro il muro può essere letale per chi la da senza rendersi conto di quello che fa.

Qual è il rischio che può arrivare da tutta questa storia? Che si passi con facilità dalla notizia facile e ‘buttata lì a caso’ ad un ‘al lupo al lupo’ che faccia poi perdere di credibilità davvero tutti i media del settore del poker e di tutti quelli colpiti da questa informazione senza fonti e senza deontologia.

L’appello e l’invito è quello di attenersi quantomeno alle regole. Le ‘visite’ in più possono arrivare alla prima bufala, forse alla seconda, Ma l’effetto boomerang per tutti è scontato e pericolosissimo sia per chi gestisce questi blog, sia per i lettori e per la credibilità generale del settore del poker live e online. Buon lavoro.  

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