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Poker cash e a torneo, agosto senza boom causa crisi e fine effetto novità

Con l’avvio dei giochi di carte non a torneo a metà luglio 2011, la spesa media mensile dei giochi di abilità a distanza, tra cui rientra il poker in modalità torneo, ha subito un prevedibile forte calo poiché parte dei giocatori si sono spostati sulla modalità ‘cash’, così come avviene su tutti i mercati esteri. A luglio 2012 la spesa (11.623.083 euro) è in flessione del 27,1% sull’anno precedente, ad agosto (9.136.254 euro) del 5,1%.

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Quanto invece la spesa per i giochi di carte non a torneo (tra cui il poker ‘cash’), ad agosto la spesa (14.236.440 euro) è in calo del 41% rispetto allo stesso mese del 2011, a causa di due motivi concorrenti: la diminuzione generalizzata della spesa in giochi e l’’effetto novità’ dello scorso agosto, quando i giocatori provarono in massa il poker ‘cash’ appena introdotto.

Come già accennato, la regolamentazione delle nuove categorie di giochi a distanza nel luglio 2011 (c.d. ‘poker cash’ e ‘casinò’), non si è tradotta unicamente in un aumento della spesa (+12,0% nei prime otto mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, equivalenti a 53,1 milioni di euro), ma ha comportato una variazione sensibile della composizione della domanda.

In particolare, i soli giochi di abilità (‘poker a torneo’), nei primi otto mesi del 2011, rappresentavano il 45,7% della spesa complessiva in giochi a distanza, mentre nello stesso periodo del 2012, i giochi di abilità, unitamente ai nuovi giochi citati, hanno rappresentato il 68,2% della spesa).

I soli giochi di abilità, rispetto ai primi otto mesi del 2011, scendono dal 45,7 al 21,1% della spesa complessiva. In altre parole, la spesa in giochi di abilità è calata di 97,9 milioni di euro, mentre la maggiore spesa in ‘poker cash’ è di 146,0 milioni e quella in ‘giochi da casinò’ è di 87,9 milioni. Il saldo netto per i primi due quadrimestri, dunque, è: (146,0 + 87,9 – 97,9) = 136,0 milioni di euro.

Si tratta di 136 milioni in larghissima parte recuperati al circuito illegale, ovvero precedentemente spesi da giocatori residenti in Italia su siti di gioco sprovvisti di qualsiasi licenza, o autorizzati in altre giurisdizioni ma non nel nostro paese.

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