Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Poker da depenalizzare: Washington rimanda la legge di un anno

Meglio aspettare un anno per la proposta di depenalizzazione del poker online nello stato di Washington. E' stato lo stesso promotore, il repubblicano Paul Harris a frenare gli entusiasmi dei players e della Poker Players Alliance indicando che alcuni colleghi deputati avevano profonde preoccupazioni sui cambiamenti che tale provvedimento avrebbe avuto sull'economia e le politiche dello Stato in questione.

LA PROPOSTA DI HARRIS – "Ho comunque preso un impegno serio affinché questa legge venga presa in con siderazione nella prossima sessione. Per noi è una priorità e non vogliamo rinunciarci. Non scoraggiamoci perché qualche passo avanti, intanto, è stato fatto. Otterremo la legalizzazione del poker online nello stato di Washington prima o poi".

La proposta di Harris si applica solo a chi pratica il gioco d'azzardo online "solo per proprio godimento e non come parte di un'impresa che trae reddito dalla gestione di un sito internet che trasmette o riceve informazioni di gioco."

WASHINGTON GIUSTO, PENE ECCESSIVE – Una proposta giusta visto che lo status quo di Washington è assurdo: l'America è il paese del Texas Hold'em e del poker in tutte le salse ma, si sa, è anche il paese degli eccessi come quello delle pene in vigore in questo Stato che sono assolutamente penalizzanti sia a livello economico che delle pene per i 'criminali' che dovessero aggirare il divieto di non giocare a poker.

Il gioco d'azzardo su Internet è stato un crimine nello stato per più di sei anni con pene pesantissime. Il rappresentante dell'assemblea Paul Harris ha presentato un disegno di legge che riduce tale sanzione a una "classe 3 di infrazione civile", che prevede un massimo di multa per 50 dollari secondo le valutazioni del diritto Washington.

Nel 2006, i legislatori di Washington misero prepotentemente fuori legge il gioco d'azzardo online, rendendo il poker un crimine di classe C. Allora le sanzioni prevedevano fino a cinque anni di carcere e una multa di 10.000 dollari.

MA IL GIOCO ERA GIA' VIETATO – Anche prima del 'venerdì nero', i siti di poker più importanti come PokerStars e Full Tilt avevano vietato l'accesso ai giocatori da Washington proprio per rispettare queste condizioni restrittive. La Corte Suprema ha confermato la legge in risposta ad una causa intentata da Lee Rousso, un rappresentante della Poker Players Alliance.

I critici sostenevano che la legge era stata emanata per tutelare i casinò gestiti dalle tribù indiane all'interno delle frontiere dello Stato.

UN ALTRO TASSELLO PER LA LEGGE FEDERALE? – E' possibile che questo tipo di provvedimento arrivi per i mutamenti di scenari nel poker online americano. Sia per gli sblocchi di alcune legislazioni statali sia per la possibilità che arrivi questo benedetto regolamento federale. E che tutto ciò sia successo a Washington è un segnale ancora più confortante per tutto il settore. Rinforzare la community a livello mondiale è un beneficio per tutti e per tutto il movimento. Staremo a vedere.

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