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Poker e AdE: ora serve lo stop delle verifiche a livello centrale

I poker players che amano girare l’Europa per giocare i maggiori tornei dal vivo della loro disciplina favorita hanno gioito per la vittoria riportata da un ricorrente anche in secondo grado presso la Commissione Tributaria Regionale di Trieste che ha confermato la sentenza di quella provinciale di Gorizia.

Un successo che potrà allargarsi a macchia d’olio anche in altre regioni d’Italia visto che, per analogia, le sentenze contrarie al ‘progetto All in’ e che confermano il divieto di doppia imposizione per i poker players che hanno conseguito vincite in tornei all’estero (ma in paesi membri della Comunità Europea) verranno prese ad esempio dai giudici di tutta la penisola.

 

 

Tuttavia è già capitato e potrebbe capitare ancora, che le cartelle esattoriali ai giocatori di hold’em, ai cosiddetti ‘rounders’, continueranno ad arrivare.

Ma perché? Nel dibattimento con le commissioni tributarie l’Agenzia delle entrate è convinta della correttezza della sua operazione di controllo e riscossione di somme evase e lo ha ribadito nell’ambito del contenzioso poi perso presso la Commissione Regionale di Trieste. E fino a quando non arriverà un ordine superiore gli uffici regionali continueranno a setacciare su HendonMob e sui principali siti di informazione a caccia di somme vinte all’estero e, secondo i funzionari AdE, soggette ad imposta da redditi diversi anche in Italia. E, infatti, il problema sembra politico e proviene dalla mancanza di comunicazione dal livello centrale agli uffici regionali e provinciali. Se la direzione nazionale dell’Agenzia delle Entrate non comunica lo stop alle sue diramazioni locali le cartelle continueranno ad arrivare in attesa di nuovi ordini.

Inoltre non è escluso che, nei prossimi sei mesi, l’AdE su consiglio dello Stato, non decida di ricorrere in Cassazione. Oppure potrebbe arrivare un ordine a livello nazionale di carattere politico che farebbe ritirare il progetto ‘All in’ mettendo sul piatto dell’agenda politica un progetto di legge più ampio che regolamenti questa fattispecie. Visti i presupposti e i fondamenti giuridici a livello europeo, però, è assai improbabile che tutto questo accada e che l’erario capisca che è il caso di ‘foldare’ la mano.  

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