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Poker e Fisco, HendonMob l’aveva già detto: ‘I nostri dati non validi a fini fiscali’

“Non siamo mai stati contattati dalle autorità italiane ma dai giocatori di poker sì e molte volte. Non abbiamo prove se stanno utilizzando il nostro database per qualsiasi scopo. Se qualcuno utilizza i dati del sito senza il consenso viola le leggi europee sui termini di utilizzo dei siti web e la legge a tutela del copyright sul database”.

GIOCONEWS INTERPELLA HENDONMOB – All’inizio dell‘operazione ‘All in’ avevamo, nel 2011, avevamo subito interpellato i referenti di HendonMob.com, il sito di ranking delle vincite dei players dal quale avrebbe preso spunto la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate per spedire cartelle esattoriali salatissime ai giocatori italiani per i loro cashes all’estero.

 

Stando a molte testimonianze di players ascoltati dal Fisco, è ormai certo che nelle convocazioni informative i funzionari abbiano chiesto il pagamento delle tasse solo sulla base di informazioni provenienti proprio dai principali siti di ranking di poker.
NON PRENDETECI SUL SERIO?  – Da Hendon Mob precisano però che “in quelle pagine noi siamo pienamente consapevoli che le informazioni postate nel database non riflettono i guadagni reali dei giocatori. Come non sono riportate informazioni che non ci vengono comunicate. Parliamo degli accordi privati tra i giocatori e le quote percentuali che gli stessi si scambiano”.

Non esprimono giudizi sull’eventualità che vengano calcolate imposte su questo tipo di dati ma Hendon Mob si limita a commentare che “sarebbe un errore da parte delle autorità italiane basarsi su questi dati”.

LE INFO SONO DAPPERTUTTO – Dal vanto dell’itm alla cancellazione dal sito per evitare di correre rischi inutili: “Non vogliamo essere visti come la causa di eventuali problemi fiscali. E’ importante rendersi conto che la maggior parte delle informazioni contenute nel nostro database è pubblicamente disponibile attraverso i siti web degli organizzatori, blog e comunicati stampa e molte altre fonti ancora”. Insomma, se non esistesse Hendon Mob i dati sarebbero rintracciabili comunque.

I PLAYERS RIMANGONO DISUNITI – A distanza di due anni l’ultima dichiarazione che ricevemmo da HendonMob.com lascia trasparire anche un certo disinteresse da parte dei players stessi a unirsi e magari lottare insieme: “Ovviamente non intendiamo intentare cause contro le autorità italiane ma se i giocatori dovessero coalizzarsi per combattere le pretese di pagamento di imposte basate su dati che non hanno alcun valore vorremmo aiutarli diffondendone la notizia”, concludono da Hendon Mob.

 

Per quello che riguarda gli sviluppi dell’operazione ‘All in’ tra qualche settimana potrebbero arrivare notizie più certe relativamente allo scambio di informazioni tra Italia e Ue su un fatto che, come abbiamo spesso sottolineato, non è altro che una violazione del divieto di doppia tassazione oltre che del principio di non discriminazione di un cittadino europeo in due stati membri.  

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